Non si placa il botta e risposta a distanza tra il governo e la Regione Liguria sulla ricostruzione del Ponte Morandi. L’ultima mossa la mette a segno Giovanni Toti. Il nuovo affondo del governatore è arrivato su Facebook: “Ora il governo ha fatto un decreto su Genova, ma se i tempi per la ricostruzione del ponte Morandi non saranno quelli previsti da noi – entro settembre l’inizio della demolizione e entro novembre l’inizio del cantiere – ne risponderanno davanti ai liguri e agli italiani”, scrive il governatore e commissario per l’emergenza. “Non tollereremo un’ora di ritardo, per nessuna ragione al mondo”, ribadisce.

Matteo Salvini, invece, pone l’accento sulla nomina del commissario per la ricostruzione. “E’ giusto che venga concordato con gli enti locali“, lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier interpellato a margine del Piccolo Festival dell’Essenziale a Milano. “C’è un Comune, c’è una Regione e ritengo rispettoso che a differenza dei governi precedenti questo governo coinvolga i territori, le associazioni prima di fare scelte importanti”, ha detto Salvini. A chi gli ha chiesto poi se è d’accordo a togliere la concessione ad Autostrade per l’Italia, il ministro ha ribadito: “Assolutamente sì, chi sbaglia paga. Questo è un Paese dove chi sbaglia deve pagare, 43 morti meritano che qualcuno paghi fino in fondo non solo economicamente ma anche penalmente”.

Il tema di chi dovrà ricostruire il ponte – se solo Fincantieri o anche Autostrade – continua a tenere banco. “Questa sarà la scelta che dovrà fare il Commissario”, ha risposto a L’Intervista di Maria Latella su SkyTg24 il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi. Il decreto su Genova approvato giovedì dal Consiglio dei ministri non riporta alcuna indicazione sul nome né sui poteri del Commissario straordinario. “Credo che in questa fase meno Autostrade è presente, più si tiene di lato, più convenga ad Autostrade stessa”, ha affermato il ministro. Per poi precisare: “Il governo ha aperto una procedura, una discussione, per la revoca o la decadenza della concessione, che credo sia anche in funzione di quelli che saranno gli atteggiamenti”.

L’altra metà della partita si gioca però a Bruxelles. L’Italia ha aperto il dialogo con la Commissione Ue sull’intenzione di affidare direttamente a Fincantieri, senza gara, la ricostruzione e ora l’esecutivo comunitario valuterà la questione. E’ quanto si apprende nei palazzi delle istituzioni comunitarie dove, dopo una serie di incontri tecnici, si è preso nota delle richieste italiane legate all’urgenza della situazione e si sono discussi i vari aspetti del quadro legale Ue che potrebbero entrare in gioco.

Questi vanno dall’utilizzo dei fondi Ue della Connecting Europe Facility per la realizzazione delle infrastrutture al nodo della deroga al bando di gara sino all’affidamento a un soggetto pubblico, coinvolgendo quindi i gabinetti della commissaria ai trasporti Violeta Bulc, della commissaria al mercato interno Elzbieta Bienkowska e della commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. A questi si aggiunge poi l’implicazione sui conti pubblici e l’obiettivo di considerare i costi della ricostruzione come misura one-off e quindi fuori dal calcolo del deficit. La questione del Ponte Morandi, complessa e su cui Bruxelles è molto sensibile, sarà quindi valutata con attenzione nel suo complesso, viste le sue numerose ramificazioni.

Intanto sui social network si registra una nuova polemica sul ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, già finito al centro delle polemiche per la foto con sorriso dallo studio di Porta a Porta con il plastico del Ponte Morandi tra le mani. Stavolta ad accendere il dibattito dando il la ai commenti al vetriolo in Rete una foto che lo ritrae su Instagram al fianco dei suoi bambini con un nuovo taglio di capelli e il barbiere che fa capolino alle sue spalle. “Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere”, aveva inizialmente scritto il ministro nella didascalia che accompagnava lo scatto – didascalia poi prontamente rimossa – con un riferimento ironico al tema delle concessioni autostradali diventato centrale dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.