I confronti non vanno di moda in questo periodo, e invece sono utili per cercare di far capire le cose”. E’ il commento che l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, pronuncia nella trasmissione L’Aria che Tira (La7), dove era ospite in collegamento da Lecce il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini. La conduttrice, Myrta Merlino, approfittando della presenza del sindacalista e del politico, ha invitato il primo a trattenersi per un confronto sull’accordo Ilva. Ma Landini ha lasciato il collegamento, innescando la reazione contrariata di Calenda anche su Twitter, dove ha scritto: “E’ ancora più grave, caro Maurizio, che quando sono arrivato in studio e tu eri ancora collegato ho chiesto di confrontarmi con te e tu ti sei alzato e te ne sei andato. Le bugie senza contraddittorio vengono più facili”. Il riferimento dell’ex ministro è alle precedenti dichiarazioni di Landini (“Abbiamo detto no all’accordo con Calenda, perché alla fine erano previsti dei licenziamenti”). E a riguardo, nel corso della trasmissione, puntualizza: “Spero che i lavoratori dell’Ilva votino a favore dell’accordo sottoscritto da Landini. E penso anche che il giudizio finale sulla qualità di un accordo dipenda dai sindacati. Tuttavia, non si possono raccontare balle. L’accordo che era stato proposto come mediazione dal governo, dopo 32 incontri infruttuosi, prevedeva 800 posti di lavoro in più, con gli stessi diritti e le stesse garanzie. La questione dell’articolo 18?” – continua – “Il primo giorno di negoziato, in occasione della prima riunione col tavolo sindacale, Mittal disse che non riconosceva, per definizione, i livelli salariali e i diritti acquisiti dall’art.18. Io ruppi il tavolo e gli dissi che mi sarei riseduto al tavolo quando sarebbero stati riconosciuti quei diritti. E’ stata la prima cosa riconosciuta. Queste sono balle, così come è una balla che sono 700 persone in più”