“E’ positivo che Renzi stia ritornando nel popolo del Pd pienamente, abbiamo bisogno di tutte le risorse del Pd. Anche del fatto che il partito si presenti unito e con le idee chiare”. Sono le parole dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, ospite de L’Aria che Tira, su La7. “Solitamente quando si perdono le elezioni” – continua – “un partito fa un Congresso. Questo deve fare il Pd. Se vogliamo sconfiggere il nazional-populismo bisogna mettere in campo una alternativa credibile. Io candidato alla segreteria Pd? Non ci penso nemmeno. Io non ho una corrente, non dico ‘devo sentire i miei’. Nel Pd contano molto le aggregazioni delle persone. Gli altri le chiamano ‘correnti’, noi invece ‘sensibilità’. Ecco, io non ho una corrente, quindi sono insensibile. L’unica cosa che non può fare un partito come il Pd è fare segretario uno che è insensibile”. Minniti poi sfodera una metafora basata sui personaggi dei fumetti per analizzare la politica del governo Conte e, in particolare, l’operato del ministro Salvini: “Nel momento in cui si devono governare cose molto complicate, è molto più importante tessere delle reti ed essere un po’ come l’Uomo Ragno. Se invece uno pensa di essere l’Incredibile Hulk, ormai non fa più paura a nessuno. Nel mondo dell’incredibile Hulk non si spaventa più nessuno. C’è un piccolo particolare: appena l’incredibile Hulk entra in una cristallera, rompe tutto. L’Italia non ha bisogno dell’incredibile Hulk che rompa tutto”. E aggiunge: “Non si può avere un governo che ogni mattina fa promesse a qualcuno. Sarebbe più giusto che rispettasse le promesse fatte agli italiani. Salvini ha detto, durante la campagna elettorale, che se fosse diventato ministro dell’Interno, avrebbe fatto 500mila espulsioni dall’Italia. Abbiamo cercato di spiegargli che non sarebbe stato semplice, ma lui ha detto che le avrebbe fatte, perché, appunto, era un uomo forte” – continua – “Tre giorni fa ha detto che per fare 500mila espulsioni ci vorranno 80 anni. Benvenuto nella realtà. Se questo dovesse essere un segnale agli italiani per dire ‘tenetemi lì 80 anni’, allora no, grazie. Ottant’anni è un po’ troppo”

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