Un rimborso versato direttamente dalla Consob, che si finanzia con i contributi dei soggetti vigilati. E’ la procedura prevista per i risarcimenti ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie da un emendamento al decreto Milleproroghe approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Potranno rivolgersi all’authority per ottenere un ristoro “nella misura del 30% e con il limite massimo di 100mila euro” coloro che sono “già destinatari di pronuncia favorevole adottata dall’Arbitro per le controversie finanziarie” nonché ai risparmiatori “i cui ricorsi già presentati saranno decisi con pronuncia favorevole entro il 30 novembre 2018 dal citato Arbitro”. L’istanza può essere presentata a Consob “entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione” del decreto “al fine di ottenere tempestivamente l’erogazione”, stabilisce la proposta di modifica.

Il premier Giuseppe Conte prima ancora dell’insediamento del nuovo governo aveva incontrato una delegazione di rappresentanti dei “truffati” di Popolare Vicenza e Veneto Banca e dei quattro istituti risolti dal governo Renzi nel novembre 2015, cioè Banca EtruriaBanca Marche, Cariferrara e Carichieti, garantendo che “chi ha subito truffe o raggiri sarà risarcito”. Il regolamento del fondo di ristoro da 100 milioni istituito dal Pd non è però ancora stato varato e lo stesso emendamento rinvia dal 31 ottobre al 31 gennaio 2019 il termine entro cui va approvato. Di qui la scelta di prevedere una scorciatoia tramite la Consob. Lo slittamento dei tempi dipende dal fatto che il M5S e la Lega puntano ad estendere il più possibile la platea dei risparmiatori a cui concedere l’indennizzo. Più tempo per il regolamento potrebbe permettere di trovare ulteriori risorse nella prossima manovra.

Il sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci ha rivendicato che grazie all’emendamento proposto dal Mef “entro poche settimane 560 risparmiatori delle banche truffate riceveranno i primi ristori. Si tratta di una prima trance che permetterà a 560 risparmiatori delle banche sottoposte ad azione di risoluzione o, comunque, poste in liquidazione coatta amministrativa, di poter accedere alle prestazioni di ristoro a carico del fondo. In pochi mesi siamo riusciti a fare quello che il Pd ha solo millantato avendo a disposizione molto più tempo. Questo è solo l’inizio del processo di rimborsi. In legge di Bilancio infatti le nuove risorse permetteranno il ristoro di migliaia di truffati”.