Chiedono “rispetto”, urlano la loro rabbia e ricordano di aver venire “prima delle imprese e della viabilità“. Altro non voglio che la casa, la loro, quella a cui hanno dovuto rinunciare dopo il crollo del Ponte Morandi, collassato lo scorso 14 agosto uccidendo 43 persone e obbligando le autorità ad allontanarli dalle abitazioni. “Hanno perfettamente ragione. Non si può lasciare la gente in Italia in balia delle elemosine di Autostrade”, ha detto il vice premier Luigi Di Maio annunciando che il governo sta “mettendo a punto un decreto urgente” proprio per gli sfollati.

In 100, tutti residenti di via Porro, una delle strade sotto il viadotto Polcevera, si sono presentati in Consiglio regionale della Liguria per urlare la loro rabbia, esplosa alla fine dell’intervento del governatore Giovanni Toti. “Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa“, la richiesta durante la seduta congiunta con il Consiglio comunale di Genova. “Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia“, ha gridato una donna.

La rabbia degli sfollati è stata placata dall’intervento del sindaco del capoluogo ligure: “Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l’emergenza – ha spiegato Marco Bucci – Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni”. Poi ha rassicurato sulle tempistiche per un nuovo alloggio, 98 dei quali “offerti” da privati: “Pensavamo di dare una casa agli sfollati di ponte Morandi entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre. La città ha dimostrato che non si scherza, ne sono orgoglioso”.

Anche da Roma, le istituzioni si dicono pronte a un intervento. Di Maio ha spiegato che “stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre al problema di tante persone abbandonate in Italia come i terremotati di Ischia e del Centro Italia, affronti anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto ad una casa”. Questione di settimane, “forse di alcuni giorni”, annuncia. Conferme che arriva anche dal ministro delle Infrastrutture alla Camera: “”Il Governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare”. Danilo Toninelli ha poi aggiunto che il provvedimento “aiuterà anche le imprese, ricadenti nell’area del crollo, a riprendere i cicli produttivi, prevedendo forme di agevolazione fiscale o incentivi alla temporanea delocalizzazione”.

Le proteste erano iniziate fuori dalla sede del consiglio regionale della Liguria, in via Fieschi, dove i residenti di via Porro e via Fillak si erano radunati distribuendo volantini con  la scritta “50 anni di servitù, due settimane di sofferenze”. I residenti chiedono di poter rientrare nelle proprie abitazioni nella zona rossa per recuperare gli effetti personali lasciati durante l’emergenza. All’interno dell’aula, invece, è stato esposto lo striscione “Nessuna demolizione senza per noi una soluzione”.

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