LG G7 Fit rappresenta la variante del G7, attuale smartphone di fascia alta dell’azienda sudcoreana, pensata per la fascia media del mercato e presentata in occasione di IFA 2018. La logica è quella di proporre un dispositivo in grado di offrire prestazioni di livello in un segmento estremamente affollato, che in questo momento ha un peso specifico probabilmente più elevato anche di quello dei top di gamma.

In tal senso, un’azienda come la cinese Xiaomi ha fatto scuola. Puntando sul rapporto qualità/prezzo nella fascia media e medio-bassa è riuscita a costruire la propria fortuna, imponendosi come quarto produttore mondiale di smartphone. Nel 2018 è arrivato il grande salto in Europa, riuscendo a guadagnare in poco tempo quote mercato rilevanti. In questo momento, la difficoltà sta nel riuscire a differenziarsi.

Ecco dunque spiegata la scelta di LG di basare la piattaforma hardware del G7 Fit sullo Snapdragon 821, un processore che non si trova facilmente nella fascia media. Parliamo infatti del SoC (System-on-a-chip) top di gamma  lanciato dalla statunitense Qualcomm nella prima parte del 2017 che, anche se un pò datato, garantisce ancora oggi ottime prestazioni.

Avendo tra le mani il G7 Fit, la prima impressione è proprio quella di uno smartphone scattante e reattivo, fermo restando il fatto che si tratti di aspetti comunque da approfondire nell’utilizzo quotidiano. Il design richiama quello del G7, con l’utilizzo del vetro per la realizzazione della scocca. Le cornici sono ridotte ma comunque sufficienti a evitare tocchi involontari sullo schermo.

C’è il notch, la tanto chiacchierata “tacca” introdotta per la prima volta da Apple su iPhone X, un particolare estetico ormai abbracciato a piene mani dall’azienda sudcoreana. In questo caso non è particolarmente esteso e ospita una fotocamera anteriore da 8 megapixel, in grado di registrare video in Full-HD (1.920 x 1.080) fino a 30 FPS (frame-per-secondo).

Proprio il comparto fotografico è quello che maggiormente si differenzia rispetto al G7 classico. In questa versione Fit infatti non abbiamo due sensori posteriori, bensì una singola fotocamera da 16 Megapixel.  La parte software è affidata ad Android 8.1 Oreo, personalizzato con l’interfaccia proprietaria di LG, che graficamente cambia il sistema operativo rispetto a come lo ha concepito originariamente Google.

LG G7 Fit arriverà in Italia nel corso dell’autunno e si posizionerà a cavallo tra la serie Q e il G7, probabilmente attorno ai 500 euro – un prezzo destinato a scendere rapidamente. Potrebbe essere questa la chiave di volta per il successo commerciale di questo smartphone, che avrà l’arduo compito di doversi scontrare con rivali estremamente agguerriti.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

LG Styler, l’armadio smart che lava, asciuga e stira: il “rinfresca” abiti

next
Articolo Successivo

Segway Drift W1, anche i pattini diventano smart e ti mettono le ali ai piedi

next