Sono usciti nelle scorse ore i dati aggiornati sulla criminalità in Italia. La sicurezza è un’arma elettorale a doppio taglio. Era il lontano 2002 quando in Francia Lionel Jospin rincorreva affannosamente sui temi della sicurezza Jean-Marie Le Pen, disorientando i suoi elettori socialisti. Jospin non raggiunse neanche il ballottaggio. Ebbe però il coraggio di non ricoprire da allora mai più ruoli di primo piano nella politica francese. Tanti e troppi sono i politici della sinistra italiana che hanno rincorso le chimere della destra prendendo sonore sconfitte elettorali, senza tuttavia rinunciare alla carriera politica. Si pensi al decreto sulla sicurezza urbana dell’allora ministro dell’Interno Marco Minniti, che nel 2017 se la prendeva con i poveri, i mendicanti, i tossicodipendenti da strada, gli immigrati.

Un decreto totalmente sganciato dai dati reali sulla criminalità, che evidenziavano come l’Italia fosse un Paese ben più sicuro di come ce lo raccontavano i nostri politici. Dopo il centrosinistra sono arrivati gli imprenditori della paura. Sul binomio sicurezza-immigrazione la Lega ha imbrogliato gli italiani, fuorviati da una valanga di tweet sganciati da ogni valutazione seria di politica criminale. Uno dei più grandi sociologi contemporanei, Alessandro Baratta, affermava che la sicurezza si costruisce garantendo i diritti. Questo dovrebbe essere il compito di una politica democratica, progressista, non succube culturalmente della destra.

Ieri il ministero dell’Interno ha fornito i nuovi dati sulla criminalità in Italia, smentendo ogni allarme e ogni emergenza. L’arco di tempo è quello che va dall’1 agosto 2017 al 31 luglio 2018 e viene comparato allo stesso periodo dell’anno precedente. I delitti consumati sono in calo del 9,5% (213mila in meno), le rapine sono diminuite del 11% (3.500 in meno), i furti del 9,5% rispetto all’anno precedente (erano circa 115mila in più). L’imbroglio politico-elettorale è dunque evidente agli occhi di tutti coloro che non hanno pregiudizi ideologici: sulla base della finta emergenza è stata costruita dalla Lega la bufala della campagna sulla legittima difesa, cui sono seguite ronde illegittime e richieste inspiegabili di detenzione privata di armi da difesa. Gli italiani ci sono cascati.

Ci sarà sempre tra gli opinionisti chi dirà che la percezione di insicurezza è più importante della sicurezza vera. Anche questa è una sciocchezza colossale. Chi mai programmerà una seria politica fiscale sulla mera percezione dei contribuenti o una politica scolastica prescindendo dall’apporto di seri pedagoghi?

Un governo della sicurezza serio e non imbroglione si fida dei propri esperti, della propria giustizia e della propria polizia e non si affida all’auto-percezione e all’auto-difesa. C’è chi dirà che furti e rapine sono sempre meno denunciati in quanto la gente comune non si fida, pensa che comunque resteranno impuniti. Ciò non spiega però come mai siano di molto diminuiti anche gli omicidi, addirittura del 16,3% (da 371 a 319). Sugli omicidi non si possono confondere i numeri. Non esiste una cifra oscura. Ogni omicidio è conteggiato. Non può essere nascosto. Il dato è dunque incontestabile.

Veniamo al quadro internazionale e a paesi evocati quali modelli pubblici di sicurezza. In Russia vi è un tasso di omicidi pari a 11,31 ogni 100mila abitanti. Negli Stati Uniti il tasso è pari a 4,88 morti ammazzati ogni 100mila americani vivi. In Canada il tasso è pari a 1,68. Tutto l’est Europa – oggi esaltato da alcune forze politiche nostrane – ha un numero di omicidi ben più alto rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale. In Francia il tasso è di 1,58 ogni 100mila abitanti, in Germania è pari a 0,82. E in Italia? È intorno allo 0,70, in progressivo calo dagli anni 90. Lo sanno gli italiani che l’Italia il 192esimo Paese nella triste graduatoria dei Paesi dove si ammazza di più? Siamo tra i Paesi tra i più sicuri al mondo. Eppure la truffa della sicurezza governa la comunicazione pubblica.

Guardando infine alla tipologia degli omicidi, scopriamo che ben 134 sono avvenuti in ambito familiare, con le donne vittime predestinate. Non per strada, non a seguito di furti domestici, non a causa del nemico immigrato. Ma nelle mura di casa, in famiglia. Dunque il bluff è scoperto. Aveva ragione Alessandro Baratta: la sicurezza si costruisce garantendo diritti. A partire da quelli delle donne.

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