Bloccare la Tav? “Sarebbe una scelta scellerata, perché vedrebbe l’Italia arretrata e isolata“. Con queste parole il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha iniziato la sua visita al cantiere francese del Tav a Saint-Martin-La-Porte. Il politico forzista – ormai leader di fatto del partito di Silvio Berlusconi – invitato sul cantiere della società pubblica italo-francese Telt, responsabile della realizzazione del progetto, augura che sulle infrastrutture le scelte del governo italiano “siano fatte pensando alla crescita dell’Italia”. Un augurio che sa di raccomandazione perché non terminare la Torino Lione equivale ad uno spreco di “milioni e milioni” solo “per il capriccio di qualche rappresentante di governo che non si rende conto della importanza di non isolare l’Italia dal resto della Europa”.

“Non fare la Tav o farla costa uguale” è il ragionamento di Tajani, “solo che se non la si fa si perdono anche 15mila posti di lavoro. Non andare avanti farebbe perdere un sacco di soldi e lavoro e significherebbe isolare italia.” Il presidente del Parlamento europeo parla chiaro dalla sezione transfrontaliera della linea Torino-Lione e non cela la differenza di vedute con l’anima a 5stelle del governo, nella cui maggioranza c’è anche l’ex alleato di Forza Italia, la Lega di Matteo Salvini. Costruire la Tav “è un impegno che crea occupazione, riduce le emissioni di Co2 e riduce i rischi sulle strade”. Antonio Tajani non evita il riferimento all’incidente sul raccordo tra l’A1 e l’A14 all’altezza di Borgo Panigale: “Guardate cosa è accaduto l’altro giorno a Bologna. Abbiamo bisogno di infrastrutture moderne. I vantaggi della realizzazione del Tav Torino-Lione sono inequivocabili”. Poi l’affondo verso l’esecutivo gialloverde: “Mi auguro che ministri che non hanno neppure visitato il cantiere e non hanno neppure cognizione del nodo infrastrutturale vengano a documentarsi”.

Alle parole di Tajani dalla Val di Susa fa da eco la telefonata di Silvio Berlusconi al presidente del parlamento europeo mentre era in visita. Il messaggio è lo stesso: “La Torino-Lione è un’opera proficua“, dunque bisogna andare avanti e pungolare gli alleati di coalizione. “Dobbiamo essere vicini alla Lega e chiedere che Salvini si comporti con coerenza rispetto alle idee del centrodestra. E noi dobbiamo essere vigili perché lo faccia”. Il sunto della conversazione riportata dallo stesso Tajani. Insomma, la Tav deve essere fatta e “ci auguriamo che la Lega che è al governo impedisca” all’esecutivo di bloccare l’opera.

Ad accompagnare il presidente del Parlamento Europeo nel suo tour transfrontaliero c’è anche Sergio Chiamaprino. Il presidente del Piemonte, da sempre a favore della Tav, mette in guardia sul criterio di scelta delle grandi opere da costruire: “La nostra analisi costi e benefici riguarderà tutte le grandi infrastrutture che interessano” la regione. Dunque “non solo Tav ma anche il Terzo Valico“. Un’opera sulla quale solo pochi giorni fa si era espresso a favore Matteo Salvini, ex alleato nelle coalizione di centrodestra. Il messaggio da Saint-Martin-La-Porte sembra chiaro: “O si fanno tutte oppure non se ne fa nessuna”.  Un messaggio che vede dallo stesso lato il governatore Pd e l’europarlamentare forzista. Per Chiamparino “la visita del presidente del Parlamento Europeo è la prova che non c’è nulla da mettere in discussione perché il cantiere c’è già. E poi sull’eventualità di un referendum consultivo sul Tav – ipotesi ventilata qualche giorno fa – Chiamparino rilancia “solo nel caso in cui blocchino l’opera servirà consultare i cittadini del Piemonte”.

Alla visita, organizzata dall’europarlamentare di Forza Italia Alberto Cirio, oltre Sergio Chiamparino, hanno partecipato anche parlamentari e consiglieri regionali nonché i vertici di Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare e di gestire l’opera, e il commissario straordinario di governo per la Torino-Lione, Paolo Foietta.