Sale a circa 400 il numero dei voli che la compagnia aerea Ryanair ha cancellato per venerdì 10 agosto a causa dello sciopero indetto dai suoi dipendenti in tutta Europa. In Germania il sindacato aveva dato tempo fino al sei agosto per  trovare un accordo, ma questo non è arrivato: così anche i piloti tedeschi – che sono il 10% del totale dei piloti Ryanair – hanno risposto all’appello dei colleghi in Belgio, Svezia e Irlanda. Così i 250 voli cancellati in Germania si vanno a sommare a quelli già cancellati nei giorni scorsi. Sia i piloti che i membri dell’equipaggio chiedono migliori condizioni economiche, e nel frattempo la compagnia low cost ha garantito ai passeggeri che potranno spostare gratuitamente il volo cancellato.

“Non vediamo da parte di Ryanair la volontà di impegnarsi in una vera contrattazione salariale”, ha dichiarato in conferenza stampa Martin Locher, a capo del sindacato tedesco. “Siamo estremamente dispiaciuti per i passeggeri interessati, la responsabilità ricade sulla compagnia aerea” ha aggiunto, prima di ribadire che da quest’ultima non è arrivato “alcun segnale per trovare una soluzione”. E infatti Kenny Jacobs, della dirigenza di Ryanair, ha fatto sapere che la compagnia ritiene lo sciopero di venerdì “non necessario e ingiustificato”. “Il sindacato contribuirà solo a massimizzare i danni per i passeggeri” ha concluso. Peter Bellew, direttore operativo della compagnia, affiancando il suo collega Jacobs ha reso noto che i piloti “percepiscono 190 mila euro all’anno”, una retribuzione che definisce ” un buono stipendio”.

Le tensioni tra il personale e la compagnia aerea proseguono senza sosta da diverse settimane, da quando cioè Ryanair aveva annunciato di voler spostare alcuni voli da Dublino alla Polonia, mettendo a rischio 300 posti di lavoro. Da qui, le due giornate nere del 25 e 26 luglio per cui la società aveva cancellato 600 voli – di cui 132 da e per l’Italia. Si tratta della contestazione più grande che la compagnia aerea si trova a dover fronteggiare.