Paolo Scaroni è il nuovo amministratore delegato ad interim del Milan, nonché presidente del consiglio di amministrazione. Lo ha deciso all’unanimità l’assemblea dei soci del club rossonero, tenutasi sabato mattina a Casa Milan. Archiviata la sentenza del Tas di Losanna, che ha riammesso la squadra in Europa League, il Fondo Elliott, nuovo proprietario, ha voluto imprimere una svolta a partire dal rinnovo del consiglio d’amministrazione. La rappresentante di Rossoneri Sport Investment, controllata di Elliot, ha chiesto infatti “la rimozione di Yonghong Li, David Han Li, Lu Bo, Renshuo Xu e Marco Fassone da amministratori della società per giusta causa” legata al comportamento che ha reso necessario la convocazione dell’assemblea da parte del Collegio sindacale.

Finisce così l’era della presidenza cinese. A Yonghong Li sono state contestate anche “le sue dichiarazioni pubbliche che hanno leso l’immagine e la stabilità della società”. Nei confronti dell’ad uscente Marco Fassone, invece, il nuovo socio di maggioranza rileva come motivo della rimozione “la compromissione del rapporto fiduciario per il modo con cui ha gestito i contatti con la società, i piani e la struttura del mercato cinese”. Non solo, Elliott si riserva “approfondimenti per ulteriori azioni di tutela”.  Intanto trapelano i nomi dei sei nuovi consiglieri che entreranno al posto dei cinesi, si tratta di Franck Tuil, Giorgio Furlani, Stefano Cocirio, Gianluca D’Avanzo, Salvatore Cerchione e Alfredo Craca. Della vecchia composizione restano Marco Patuano e Scaroni, ora presidente.

“È un grande onore, per me che sono milanista, essere presidente di questa squadra” ha detto Scaroni. Ex amministratore delegato di Eni e vice presidente di Rothschild, a 72 anni Paolo Scaroni è stato condannato ad un anno e quattro mesi durante Tangentopoli, poi fu coinvolto nel processo per l’inquinamento del delta del Po legato alla centrale Eni di Porto Tolle ed è tuttora sotto processo per una maxi tangente di 198 milioni di euro pagata ad esponenti del governo algerino per favorire la controllata Saipem e la stessa Eni in alcuni appalti.

Il nuovo consiglio di amministrazione resterà in carica per tre esercizi, ovvero fino al 30 giugno 2020. L’avvocato Cappelli sugli impegni finanziari e sulla durata dell’investimento da parte di Elliott cha spiegato che “gli aventi sono precipitati in maniera tumultuosa negli ultimi giorni. Credo che oggi vada dato tempo al consiglio di riunirsi e di tracciare le nuove strategie”. Il legale ha ricordato anche che “Elliott ha emanato una serie i comunicati dove ha annunciato i suoi intenti, che abbiamo usato davanti al Tas”. Il nuovo socio di maggioranza “ha volontà di investire nel club iniettando risorse fresche e una volontà di utilizzare le leve a sua disposizione per garantire al club di far fronte ai suoi impegni e essere conforme alle norme europee”.