Novità in arrivo per Facebook. Mark Zuckerberg ha varato infatti nuove linee guida per i moderatori di Facebook e Instagram: adesso questi potranno intervenire direttamente per bloccare i profili dei minori di 13 anni. “Finora i controllori – ha spiegato un portavoce dell’azienda al sito TechCrunch – sono potuti intervenire sugli under 13 solo se il loro profilo era stato segnalato a causa della giovane età. Ora, invece, i moderatori potranno bloccare direttamente i profili di tutti i ragazzini in cui si imbatteranno: non li andranno a cercare, ma se li vedranno scatterà il cartellino rosso. Chi avrà il profilo bloccato, dovrà dimostrare di avere più di 13 anni”.

Questo provvedimento nasce dal fatto che il problema dell’uso dei social dai giovanissimi era stato sollevato da un’inchiesta dell’emittente inglese Channel 4, che ha visto un giornalista lavorare sotto copertura come moderatore di Facebook. Il servizio ha rivelato che chi controlla le attività sulla piattaforma era stato istruito a intervenire solo dopo una segnalazione esplicita, nel caso in cui un utente avesse ammesso di avere meno di 13 anni, altrimenti “fa finta di essere cieco“, chiudendo gli occhi davanti alla bacheca di un ragazzino. Non solo, la policy del colosso del web si adegua così sia alla legge statunitense sulla privacy  (che non permette l’uso dei social network per i minori di 12 anni) sia al Regolamento generale europeo in materia di privacy (Gdpr), entrato in vigore lo scorso maggio, che in aggiunta dispone l’autorizzazione esplicita da parte dei genitori per i ragazzi dai 13 ai 15 anni.

La stretta decisa dalla società – oltre che incidere negativamente sugli ingressi pubblicitari – sembra però andare in senso contrario all’ultima iniziativa lanciata da Facebook: l’applicazione Messenger kids. La chat, pensata appositamente per bambini di età compresa tra i sei e i 12 anni, è stata ora introdotta in Canada, Messico e Perù, dopo il debutto negli Usa lo scorso dicembre. L’app, che ha ricevuto molte critiche, prevede degli strumenti di “parental control” che permettono ai genitori di controllare le comunicazioni del bambino, rendendo così sicura e legale la chat.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Trust GXT 252 Emita Plus, kit microfonico per chi decide di avvicinarsi allo streaming – Recensione

prev
Articolo Successivo

Fake news, social network non più credibili: “L’87% degli italiani non si fida e dice di non saper riconoscere una bufala”

next