L’eredità di Renzi e Gentiloni al governo Conte misurata a suon di decreti attuativi. Sono 641, per la precisione, quelli ancora da adottare dalla scorsa legislatura: 251 risalenti al governo Renzi e 390 a quello guidato dal suo successore a Palazzo Chigi. Molte leggi chiave sono ancora incomplete. Tra queste, spiccano numerose leggi di bilancio che, per loro natura, richiedono un elevato numero di decreti attuativi. Ma c’è davvero di tutto: dalla riforma della Giustizia, al ddl Concorrenza, passando per la Green economy.

TORNA ONLINE IL SITO PER IL MONITORAGGIO – Nei giorni scorsi, dopo un periodo in cui era inaccessibile, è tornato online il sito dell’Ufficio per il programma di governo (Upg) della Presidenza del Consiglio dei ministri. Sulla piattaforma è stato pubblicato il primo report dell’ufficio sotto la guida dell’esecutivo Conte. “Si tratta di una piattaforma fondamentale per monitorare l’iter dei decreti attuativi” spiega l’osservatorio civico Openpolis che, proprio a giugno, aveva chiesto all’esecutivo gialloverde di rimettere online il sito. Nel primo report, oltre a fare il punto sul primo mese di governo (9 sedute del consiglio dei ministri e 12 provvedimenti deliberati), viene anche aggiornata la situazione ereditata dalla legislatura precedente.

COSA RESTA DA FARE – Le leggi e i decreti legislativi adottati dall’esecutivo Renzi hanno richiesto in totale 840 provvedimenti attuativi. Il 70 per cento di questi (589) è stato già adottato. “Per quanto riguarda invece la squadra guidata da Paolo Gentiloni – spiega Openpolis – erano previsti nel complesso 564 decreti attuativi”. Di questi sono stati adottati 174 (il 30 per cento). Il risultato è che sono molte le leggi chiave della scorsa legislatura che restano ancora incomplete. “Il governo Conte – aggiunge l’osservatorio – dovrà quindi decidere quanti e quali energie dedicare a perfezionare il lavoro lasciato a metà dai suoi predecessori, visto che alcuni provvedimenti chiave risultano ancora incompleti”. Tra questi, numerose leggi di bilancio: quella del 2015 (governo Renzi) necessita ancora di 14 decreti attuativi su 85 previsti, quella del 2016 (governo Renzi) di 23 su 125, quella del 2017 (governo Renzi) 21 su 77 e, infine, quella del 2018 (governo Gentiloni) 97 su 149. In totale, quindi, solo per le quattro leggi di Bilancio restano da adottare 155 decreti attuativi.

DALLO SBLOCCA ITALIA DI RENZI AL DECRETO FISCALE DI GENTILONI – Molti altri provvedimenti sono nella stessa situazione e, alcuni di essi, hanno occupato il dibattito pubblico per numerose settimane. “Per il governo Renzi si possono citare sia lo Sblocca Italia – spiega Openpolis – a cui mancano ancora 6 decreti attuativi sui 38 previsti, sia il decreto banche (4 su 7)”. Restano da adottare, poi, la metà dei 30 decreti attuativi previsti per il Nuovo codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 50/2016), altri 9 decreti (su 31) per la legge 221/2015 sulla Green economy, altri 3 (su 28) per la 107/2015 la ‘Buona scuola’ e 5 (su 8) per quanto riguarda il decreto legislativo 45 del 2014 sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Necessitano, invece, di un solo decreto diverse norme, tra le quali il decreto competitività, la legge sulla violenza negli stadi, la riforma della Giustizia. Per l’esecutivo Gentiloni ci sono, tra gli altri, il ddl concorrenza (ancora 8 provvedimenti attuativi da adottare su 13) e il decreto fiscale (11 su 19). Sono stati adottati solo due, poi, dei 15 decreti previsti dal decreto legislativo 147/2017 sul Reddito di inclusione e il contrasto alla povertà. Resta in stand by il Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 217/2017) che di decreti attuativi ne prevede sette. “I provvedimenti attuativi possono avere delle scadenze temporali entro cui essere adottati – ricorda l’osservatorio civico – Più tempo passa, più rischiano di scadere i termini previsti per l’adozione, più è probabile che una legge rimanga tronca”.