Durissimo j’accuse del fondatore di Emergency, Gino Strada, contro il governo e in particolare il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Ospite di In Onda (La7), Strada difende strenuamente l’operato delle ong: “Se adesso qui in questo studio uno dei tecnici cade per terra e io chiedo aiuto per sollevarlo, di fronte al diniego di qualcuno, mi devo sentire autorizzato a non provare a soccorrerlo? Sulle ong si stanno dicendo bufale e bugie. Un procuratore di tendenze non certo democratiche (Carmelo Zuccaro, ndr) ha fatto un casino sulle ong e non è saltato fuori niente. Io parlo ovviamente per Emergency. E non permetto a nessuno, ministro o non ministro, di fare illazioni e valutazioni sulla nostra integrità morale. Nei bilanci di Emergency non sono mai spariti 49 milioni di euro, tanto per capirci. Le ong”- continua – “non hanno fatto altro che cercare di salvare persone. Ed è quello che dovrebbero fare i governi, prima ancora di decidere come poi sfangarla, smistando i migranti in altri Paesi. Ma siamo pazzi? Questa è inciviltà, questo è il risorgere del fascismo come cultura. Il diritto di essere salvato deve essere garantito a tutti. Se si discute su questo, allora guardiamoci alle spalle, perché questa non è più una società, ma una giungla feroce dove tutti sono contro tutti”. Il medico aggiunge: “Qui siamo proprio nel surreale: chi aiuta sta compiendo un atto criminale. E questa è esattamente la logica del ministro dell’Interno, perché lui si diverte a sputare veleno e odio su tutti, senza la minima ragione. Lo dica chiaro il ministro: Emergency, quando ha fatto attività anche in mare, ha collaborato con gli scafisti. Così lo denuncio domani mattina. Questo è falso e non permetto a nessuno di dare lezioni di moralità a Emergency, che ha curato 9 milioni di persone bene, gratis, con bilanci trasparenti pubblicati su giornali indiscutibili come Il Sole 24 Ore. E arriva un buffoncello che si permette di fare illazioni sulla qualità morale del nostro lavoro? Ma stiamo scherzando?”. E rincara: ” Viviamo in un momento in cui si calunnia e si diffondono notizie false, ma quando l’esempio viene dai vertici dello Stato, e non mi riferisco certamente al presidente della Repubblica, è chiaro che qualcosa poi penetra. C’era un vecchio detto che diceva: “sparla, sparla, qualcosa resta”. Ho visto anche la mia faccia col titolo ‘Radical chic’ sulla copertina della rivista Primato Nazionale, vicina a Casapound. Se tutti quelli di Casapound, insieme, avessero fatto la metà di quello che ho fatto io personalmente e un centesimo o un millesimo di quello che ha fatto Emergency, probabilmente avrebbero qualche motivo per parlare. Altrimenti è meglio che stiano zitti”. Finale stoccata anche al ministro M5s alle Infrastrutture, Danilo Toninelli: “Oggi per un po’ la si è menata coi migranti “facinorosi”. Ma mi chiedo: se dopo tutto quello che hai passato, sei su quel rimorchiatore e uno ti dice che ti devono riportare in Libia, non gli dai un cartone?”

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