Quattro dei 12 ragazzini intrappolati nella grotta Tham Luang nel nord della Thailandia insieme al loro allenatore sono stati salvati. La notizia è stata confermata ufficialmente, scrivono i media internazionali. Secondo le fonti del sito web Khaosod English, i giovani calciatori sono usciti camminando autonomamente per andare nell’ospedale da campo. “Stanno facendo dei controlli” ha detto Tossathep Boonthong, capo del dipartimento della salute di Chiang Rai. “Hanno raggiunto la camera tre e usciranno a breve dal complesso di grotte” ha detto il portavoce del ministero della Difesa del Paese, il generale Kongcheep Tantrawanit. “Potranno uscire a piedi”, ha aggiunto. La camera tre è il luogo dove, all’interno dei cunicoli, i soccorritori hanno allestito la base per assistere il gruppo di 13 giovani rimasto intrappolato nelle grotte allagate. Il primo ragazzino è uscito alle 17.40 locali, il secondo alle 17.50. “Sono al sicuro e stanno abbastanza bene” ha riferito un capo della polizia locale all’inviato della tv britannica Itv. In realtà, successivamente è stato comunicato che uno dei quattro bambini salvati è in condizioni serie, ma non in pericolo di vita.

Contrariamente a quanto emerso prima dell’inizio delle operazioni di soccorso, inoltre, i primi dei ragazzi ad essere usciti sono stati quelli “più deboli”. Lo ha riferito l’inviato di Skynews sul posto. Prima di iniziare le operazioni di evacuazione un medico ha visitato tutti, ragazzi e allenatore, e stabilito una lista di uscita. Quelli rimasti sono “i più forti“. Il responsabile delle operazioni di soccorso Narongsak Osatanakorn ha fatto sapere che gli altri otto ragazzi e l’allenatore ancora all’interno della grotta Tham Luang saranno riportati all’estero tra 10-20 ore per motivi logistici e una necessaria preparazione dell’equipaggiamento. Il governatore ha spiegato che le operazioni sono state interrotte perché è stato “usato tutto l’ossigeno“, mentre i soccorritori hanno bisogno di riprendere le forze per proseguire. L’operazione riprenderà alle 8 locali, con il morale dei soccorritori rafforzato dal successo della prima missione con cui è stato salvato il primo gruppo di bambini.

Le operazioni per salvare i giovani calciatori sono partite in nottata. Operazioni assai complicate: due sub scorteranno i ragazzini, uno per volta, per aiutarli a tornare in superficie. Secondo le prime stime ci vorranno 11 ore a testa. Stando a quanto comunicato dai soccorritori, quindi, il primo salvataggio è arrivato con un po’ di anticipo rispetto a quanto preventivato. I 13 ragazzini intrappolati dal 23 giugno nella grotta saranno tenuti in isolamento anche tra di loro e senza vedere le famiglie per le prime 24 ore, come precauzione per evitare infezioni. Un intero piano dell’ospedale Prachanukroh di Chiang Rai è stato riservato per il gruppo. L’area è stata interdetta ai media. Ai 12 ragazzi sono stati dati, in previsione dello sforzo per uscire dalla cava “cibo altamente digeribile e altamente energetico“. È quanto spiegato dal comandante dei Seal della marina thailandese coinvolta nelle operazioni di salvataggio, Arpakom Yookongdaew. Gelatine con una elevata concentrazione di calorie e paracetamolo sono state incluse nelle razioni di cibo. “Stasera, potremo tutti dormire bene. Buonanotte!” si legge nel frattempo sul profilo Facebook dei Navy Seal thailandesi dopo il ritorno in superficie di quattro dei 12 ragazzi. Sono 90 i sub impegnati nelle operazioni di soccorso. Di questi 50 sono stranieri, un fatto questo che ha reso ancora più complicata l’evacuazione dal momento che i ragazzi non parlano in inglese e loro non parlano thai.

L’ANNUNCIO DEL VIA ALLE OPERAZIONI – “Oggi è il giorno. I ragazzi sono pronti ad affrontare qualsiasi sfida” ha detto il capo dei soccorsi Narongsak Osottanakorn ai giornalisti. Il recupero ha avuto inizio alle 10 locali, le 5 in Italia. “Non c’è altro giorno in cui siamo più pronti di oggi”, ha aggiunto. “Altrimenti perderemo l’opportunità”. Da alcuni giorni si stava studiando il modo e i tempi di intervento. Il piano ha subito un’accelerazione a causa delle forti piogge che potrebbero far salire l’acqua sul livello in cui siedono i bambini, riducendo l’area a meno di 10 metri quadrati. I ragazzi intrappolati hanno tra gli 11 e i 16 anni e il loro allenatore 25.

Secondo le prime indiscrezioni riportate dal Bangkok Post, i ragazzi saranno divisi in un primo gruppo di quattro persone, seguiti da tre gruppi di tre. Poi verranno portati fuori comunque uno alla volta. L’allenatore della squadra di giovani calciatori sarà l’ultimo a uscire. Già nei giorni scorsi, i responsabili dei soccorsi avevano fatto capire che il recupero avrebbe dato precedenza ai ragazzi più pronti fisicamente e mentalmente. L’allenatore era stato segnalato come il più debole, anche perché per giorni aveva rinunciato alla sua parte di cibo, lasciandola ai suoi ragazzi. Oggi, però, questo ordine è stato invertito.