La seconda parte degli stress test condotti dalla Federal Reserve – quella che esamina la qualità della gestione e dei piani di capitale  – ha bocciato la divisione statunitense di Deutsche Bank. Nel suo esame qualitativo, la banca centrale americana ha trovatocarenze ampie e critiche” nei sistemi interni di controllo e nei dati. Il gruppo tedesco è l’unico tra i 35 istituti esaminati dalla Fed a non aver ricevuto il via libera ai piani di capitale, mentre sono stati promossi ma con riserva i due colossi americani Goldman Sachs e Morgan Stanley, che ora hanno il divieto di aumentare i dividendi.

Per la divisione americana di Deutsche Bank la mancata promozione rappresenta un duro colpo: la banca non ha superato gli stress test in tre degli ultimi quattro anni. Sul colosso tedesco la Fed ha scritto che “le preoccupazioni includono debolezze concrete nelle capacità di controllo sui dati a sostegno del processo di pianificazione del capitale, nonché debolezze nella metodologia usata per prevedere entrate e perdite in caso di stress”.

La divisone dovrà ora ottenere il permesso della Fed prima di effettuare pagamenti in conto capitale a vantaggio della casa madre in Germania. Deutsche, in un comunicato, ha risposto indicando di aver compiuto passi avanti nei controlli e che gli stress test non condizioneranno la capacità del gruppo tedesco di premiare gli investitori.

La Fed ha posto dei limiti anche a Goldman Sachs e Morgan Stanley, che dovranno mantenere i fondi distribuiti agli azionisti sugli “stessi livelli degli ultimi anni” così da rafforzare i loro bilanci. La banca centrale ha poi obbligato sei banche a rivedere al ribasso i propri piani di distribuzione di capitale per ricevere il via libera: fra queste JPMorgan, American Express e MT Bank. “I risultati mostrano che le grandi banche hanno forti livelli di capitale e, dopo l’approvata distribuzione di capitale, manterrebbero la loro capacità di erogare credito anche durante una severa recessione”, ha affermato Randal Quarles, il vice presidente della Fed per la supervisione.