Papa Francesco sta procedendo rapidamente a fare le nomine chiave del prosieguo del suo pontificato. A monsignor Nunzio Galantino è stata affidata la presidenza dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, lasciando così vacante il ruolo di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Francesco ha poi nominato anche 14 nuovi cardinali, 11 dei quali elettori in un eventuale conclave, e tra essi Giovanni Angelo Becciu che ha lasciato l’incarico di Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, un vero e proprio “ministro dell’Interno” vaticano, per andare a guidare la Congregazione delle cause dei santi.

Altre nomine chiave sono attese nelle prossime settimane. Tra tutte forse quella maggiormente importante riguarda il nuovo prefetto del Dicastero della comunicazione dopo che, nel marzo 2018, monsignor Dario Edoardo Viganò si è dovuto dimettere per aver taroccato una lettera inviatagli da Benedetto XVI. In questi mesi si è più volte parlato di un vero e proprio restyling di quella che era nata con la dicitura di Segreteria per la comunicazione. Ma, almeno per il momento, oltre al nome non è stato cambiato ancora nulla in un dicastero chiave perché nato per essere la cabina di regia della riforma dei media vaticani e della loro integrazione.

A svelare qualcosa in più su questo progetto è lo stesso monsignor Viganò, nominato da Bergoglio assessore del dicastero di cui era prefetto, nel volume Inquieti sognatori. I giovani nella Chiesa di Papa Francesco (Libreria Editrice Vaticana) curato da padre Vito Magno. “Oggi – spiega Viganò – il sistema comunicativo della Santa Sede è formato da due grandi pilastri; il primo è un portale documentale, Vatican.va, in cui vengono riportati i discorsi, le omelie del Papa, e anche i suoi interventi a braccio, dove lo stile colloquiale è maggiormente evidente. Per il resto il suo stile va colto nel nuovo sistema di produzione multimediale, che si avvale di giornalisti professionisti capaci di scrivere testi, produrre video interviste, video news, photogallery. Si tratta di una maxi redazione, chiamata Centro Editoriale Multimediale, che comprende alcuni output, o canali di uscita. Il più importante è il nuovo portale della Santa Sede, Vaticanews.va; poi viene la produzione cartacea con L’Osservatore Romano e la Libreria Editrice Vaticana; quindi la Radio Vaticana Italia e i social network. In tutto quattro canali output di un unico grande comitato editoriale”.

Viganò si sofferma anche su un argomento che lo ha visto protagonista e che lo ha costretto alle dimissioni: “Le fake news hanno un aspetto seducente, mimetico. Una fake news sembra una notizia vera, non viene percepita come immediatamente falsa, e questo trae in inganno sia i giovani che gli adulti. Occorre quindi acquisire una capacità di confronto con altri canali di informazione per discernere il vero dal falso. Perché c’è un altro aspetto da tenere presente: le fake news a volte nascono per gioco, altre volte per attaccare persone. Vivere in un ambiente avvelenato richiede spalle forti e un cuore che non si faccia spegnere dalle falsità, e che attraverso la verifica delle fonti sappia andare oltre i falsi racconti o, come li chiama Papa Francesco, chiacchiere che uccidono”.

In attesa che Bergoglio nomini il successore di Viganò, lo stesso Pontefice, in una lunga intervista rilasciata alla Reuters, ha rivelato che “fra i candidati con cui sto parlando per coprire il posto di prefetto del Dicastero della comunicazione c’era anche una donna, ma lei non era disposta perché aveva altri impegni. Sono poche, bisogna metterne di più. Adesso i due sottosegretari che ho nominato al Dicastero per i laici, la famiglia e la vita sono donne. In questo senso bisogna andare avanti secondo la qualità. Non ho nessun problema a nominare capo dicastero una donna, se il Dicastero non ha giurisdizione. Quello per il clero ha giurisdizione, deve essere un vescovo, ma i dicasteri senza giurisdizione sono tanti, anche per quello dell’economia non avrei problemi a nominare una donna competente. Siamo in ritardo, è vero, ma dobbiamo andare avanti”. Vedremo quali saranno le prossime scelte di Francesco.