“Tutte le polemiche” sui vaccini, “sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare. Prenderemo le decisioni opportune in accordo con gli alleati di governo, ma chiaramente si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal ministero della Salute”. La titolare del dicastero Giulia Grillo riporta l’ordine dopo le polemiche di giornata sollevate da Matteo Salvini, che non solo ha detto che “10 vaccini obbligatori sono troppi”, ma è andato oltre definendoli “inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi“. “Ci fa piacere”, ha replicato l’esponente dei 5 stelle, “che il ministro degli Interni si interessi di un tema così importante, così come il ministro dell’Istruzione. Voglio solo precisare che l’obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico. Ma le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica non fa scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura”. Grillo, dopo il suo insediamento, ha parlato esplicitamente dei vaccini e della loro necessità. Oggi nella nota ha ribadito che si sta valutando la revisione del decreto: “Voglio ribadire ancora una volta”, si legge, “e non mi stancherò mai di ripeterlo, che i vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E che in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione. Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del decreto legge Lorenzin“.

Nel contratto di governo, Lega e M5s, al capitolo Sanità, non si parla però esplicitamente di una revisione del provvedimento Lorenzin. Ma piuttosto si rimane generici: “Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva”, si legge, “garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale”. Le polemiche oggi sono iniziate dopo l’annuncio di giornata di Matteo Salvini, che sul tema ha dichiarato: “Sui vaccini”, ha detto intervenendo telefonicamente a RadioStudio54, “garantisco l’impegno preso in campagna elettorale nel permettere che tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perché “la priorità è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati. “Siamo in due”, “c’è un’alleanza Lega-M5s, bisogna ragionare anche con gli alleati, al ministro Grillo ho iniziato a parlare di questi temi, e dunque continueremo, perché ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi”. Poco dopo è intervenuto Luigi Di Maio. Che ha rallentato sulle promesse del leader del Carroccio, ma confermato che si vuole rivedere il provvedimento: “Sul tema dei vaccini il contratto parla chiaro. Noi vogliamo rivedere il decreto Lorenzin assicurando comunque la tutela vaccinale ai nostri bambini. Poi ognuno ha la sua idea sui vaccini e la nostra la conoscete”.

La polemica di Salvini del giorno ha scatenato le reazioni di tanti e non solo nel mondo politico. L’immunologo Roberto Burioni ha parlato di “bugia pericolosissima e se la dice chi ha la responsabilità della sicurezza del Paese”, ha scritto in un Tweet rilanciato da Matteo Renzi, “è cosa molto preoccupante”. Il Pd ha incitato invece alla ‘rivolta morale contro Salvini’, e per la senatrice a vita e biologa Elena Cattaneo abolire l’obbligo “è irresponsabile”. Hanno preso posizione anche le Società scientifiche: “I 10 vaccini proposti a tutela di tutta la popolazione e in particolare dei soggetti più fragili che non possono essere vaccinati, sono sicuri, efficaci e indispensabili a garantire la protezione da malattie gravi, pericolose e potenzialmente mortali”. Ha parlato di “affermazioni gravi che rischiano di riportare l’Italia indietro di un secolo” anche Antonio Saitta, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e della Province autonome, e sulla stessa linea è la Federazione nazionale degli Ordini dei medici Fnomceo.

Un richiamo è arrivato oggi pure dall’Organizzazione mondiale della sanità, che in un video afferma che “nel caso in cui si fermassero i programmi vaccinali, le malattie prevenibili con i vaccini tornerebbero. Se le persone non si vaccinassero, in breve tempo comparirebbero di nuovo malattie diventate poco frequenti, come la difterite, la pertosse, il morbillo, la parotite”. Da parte sua, l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, promotrice della legge, ha rilevato come “la possibilità di rivedere l’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola è già prevista dalla legge, ogni due anni, in base all’andamento delle coperture vaccinali”. L’obbligo si può cioè rivedere, ma “il problema vero”, ha concluso, “sta nella sostanza delle dichiarazioni del ministro Salvini, che ha messo in dubbio la validità e utilità delle vaccinazioni”. Intanto, mentre infuria la polemica, incombe un’importante scadenza: il 10 luglio 2018 è infatti la data ultima per presentare la certificazione definitiva che provi l’avvenuta vaccinazione per la frequenza del prossimo anno scolastico.