Scontro acceso a Coffee Break (La7) tra Marta Fana, ricercatrice in Economia, e la giornalista de Il Corriere della Sera, Maria Teresa Meli. Casus belli: le parole della firma del Corriere (“Gli italiani hanno l’anello al naso”). Fana osserva: “L’anello al naso ce l’hanno anche tutti quei giornalisti che ci hanno raccontato che c’era una ripresa economica e che c’erano un milione di posti di lavoro in più. Stiamo attenti quando facciamo quest’accusa agli italiani”. “I giornali ogni giorno hanno scritto che erano cavolate quelle che faceva il governo Renzi” – ribatte Meli – “Ma, scusi, lei che giornali legge? Leggeva L’Unità? I giornali, a cominciare dal mio, che lei evidentemente non legge, hanno sempre criticato il governo Renzi”. “Non è così” – replica Fana – “E lo sappiamo benissimo che non è così. Sul Corriere ci sono Alesina e Giavazzi che, dopo 15 anni, scrivono ancora che il problema è il debito”. La polemica esplode anche sull’accoglienza dei migranti. Fana osserva: “Accoglienza significa diritto alla casa, diritto alla sanità, diritto alla scolarizzazione e così via. In Italia abbiamo più di 4 milioni di case sfitte. Potrebbero andare a quelli che non hanno una casa, e non parlo solo di migranti”. “Ma case private?”, chiede il giornalista Massimiliano Lenzi. “In Francia si fa”, risponde Fana. Ed esplode la bagarre. “E a Ventimiglia poi non fanno passare un migrante manco sotto tortura?” – insorge Lenzi – “Confischiamo le case ai privati? Ma scherziamo?”. Fana spiega: “La concentrazione del patrimonio immobiliare sfitto in Italia appartiene soprattutto a grandi ricchi, banche, assicurazioni e Stato. Ma certo che non vengono a prendere casa sua. Non facciamo allarmismo, questa è gestione politica della ricchezza”. “A casa mia c’è poco da prendere, mi dispiace per lei” – ribatte Marita Teresa Meli – “E quella è gestione che provoca il razzismo”. “Il diritto alla casa per tutti è universale”, risponde Fana

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