di Giulio Scarantino

“Quanta strada deve percorrere un uomo per chiamarsi uomo ?” ha scritto Bob Dylan, quanta strada deve percorrere la sinistra deve per essere chiamata sinistra? Quante delusioni deve subire? mi viene da pensare. “La risposta caro amico è nel vento” suggerisce l’artista nel famoso singolo Blowin’ in the wind. Il vento del cambiamento che attendiamo ormai da troppo tempo. Neanche le parole a tratti sentite e a tratti asettiche, di questi due giorni, del neo presidente del Consiglio di fronte al Parlamento possono essere la risposta.

Neppure voltando gli occhi verso i banchi dell’opposizione riesci a trovarla. Quando a ricordarci della maledizione (dall’abolizione dell’art. 18, al patto del Nazareno) si alza in piedi Matteo Renzi, nell’ultimo anelito prima del suo viaggio per il mondo. Vada pure via col vento, ma che in cambio ci restituisca la dignità.

Ridateci indietro l’orgoglio di esser di sinistra, la libertà di difendere le ideologie. Al soffio di vento vi perdoneremo tutto: l’averci deriso e abbandonato, l’aver schernito la nostra diffidenza, l’averci reso nemici tra coloro che erano compagni. Vi perdoneremo anche l’averci costretto a votare l’ignoto, pur di vedervi cambiare. Perdoneremo tutto: solo se tornerete a chiedere il nostro voto, non per frustrazione ma per rinata appartenenza. Quanto tempo la sinistra deve ascoltare per poter sentire la disperazione della gente? mi viene da pensare.

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