Aveva detto che avrebbe fatto semplicemente il senatore, ma ha iniziato a girare il mondo tenendo conferenze remunerate, grazie agli inviti di lobby, partiti politici, capi di stato e grandi imprenditori. E’ la nuova vita del 43enne Matteo Renzi raccontata dal Corriere della Sera: “Starò fuori dal giro per qualche mese”, è la nuova promessa dell’ex premier. Dovrebbe rimanere dietro le quinte almeno fino al 19 ottobre, giorno in cui a Firenze tornerà la Leopolda. Intanto seguirà gli esempi di Tony Blair e Bill Clinton, per citare i più noti, da tempo impegnati in conferenze e dibattiti. Loro però sono diventati oratori dopo aver abbandonato la carriera politica, mentre Renzi, tra speech e viaggi, continuerà a percepire lo stipendio a Palazzo Madama e a rimanere all’interno del Pd.

La meta preferita sembrano essere gli Emirati arabi, dove nel suo ultimo viaggio, secondo la ricostruzione dal Corriere, ha incontrato, insieme a Marco Carrai, l’emiro Tamim Bin Hamad al-Thani che gestisce un fondo sovrano da 250 miliardi di dollari. Ma volerà anche negli Stati Uniti per le celebrazioni dei 50 anni dall’assassinio di Bob Kennedy e poi in Sudafrica per il centenario dalla nascita di Nelson Mandela.

Una nuova vita fatta di conferenze in giro per il mondo che ha scatenato un caso: “Matteo Renzi annuncia che starà fuori per qualche mese? Ne siamo lieti, finalmente ha deciso di andare a fare danni altrove. Ma ci attendiamo che, con coerenza, presenti immediate dimissioni”, ha detto il senatore della Lega Roberto Calderoli, suscitando le reazioni dei parlamentari del Pd: “Ma il Calderoli che dice queste assurdità è lo stesso Calderoli collega di partito del campione di assenze al Parlamento europeo, Matteo Salvini, che ha disertato persino il primo voto legislativo in Senato della settimana scorsa? Se è lui, aiutatelo”, scrive il senatore Dario Parrini. Ed è stato lo stesso portavoce dell’ex premier, Marco Agnoletti, a intervenire: “Basta strumentalizzazioni su Renzi: non ha mai detto che per 2 mesi non parteciperà ai lavori parlamentari dove è stato presente a 16 voti su 16 – ha scritto su Twitter – ma che dedicherà tutta la sua attività politica a svolgere al meglio il ruolo di senatore di Firenze lontano dai riflettori nazionali”. Le critiche sono arrivate anche da Roberto Saviano: “Dopo aver completato la distruzione del fronte riformista italiano, il senatore fa sapere che, nei prossimi mesi, sarà in giro per il mondo. E magari, per carpire il segreto della vittoria di Salvini, comincerà a imitarlo dandosi latitante in Parlamento”, dice lo scrittore.

Tra un viaggio e l’altro, Renzi ha comunque garantito che si tratterrà dal fare incursioni nei dibatti interni al Partito democratico: “La palla è in mano a Maurizio Martina: non mi interessa fare alcuna corrente“, ha detto nel colloquio con il quotidiano di via Solferino. L’ultimo intervento di Renzi però, ospite da Fabio Fazio su Rai1 a “Che tempo che fa”, aveva fatto saltare l’accordo tra i dem e il M5s, con Luigi Di Maio che aveva commentato: “Il Pd non riesce a liberarsi di lui. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato“. L’attuale senatore Pd ha rivendicato ancora quella scelta, dicendo di aver fatto “la cosa giusta“. Poi ha attaccato il nuovo governo: “Lega e grillini hanno promesso un libro dei sogni da 100 miliardi – ha detto al Corriere – E noi dovremo essere i primi a farci sentire quando gli italiani capiranno che le risorse per realizzare i sogni non ci sono, e finirà la luna di miele”.

“Adesso tocca a loro”, ha ripetuto ancora l’ex premier. Che nel frattempo a un’agenda fitta di impegni, grazie alla rete di relazioni internazionali intessute nei sui mille giorni a Palazzo Chigi. E’ già stato in Kazakistan, poi dall’emiro al-Thani insieme a Carrai. Sarà a Palazzo Madama giusto il tempo per il voto di fiducia al governo Conte, dove forse potrebbe già infrangere la promessa del silenzio, prima di volare nuovamente via dall’Italia, ad Arlington, per tenere un discorso in ricordo di Bob Kennedy. Il 18 luglio invece sarà in Sudafrica per un altro intervento, in questo caso sulla figura di Mandela.

Tutto in vista del ritorno sulla scena politica che, se stavolta riuscisse davvero a mantenere la promessa, è programmato per la tre giorni della Leopolda a fine ottobre. Il periodo coinciderà anche con il lancio di un nuovo libro a cui Renzi già sta lavorando. “Sarà un evento vecchio stile, come all’inizio, con protagonista la società civile”, ha raccontato al Corriere. L’ex premier spera nei passi falsi del governo M5s-Lega e vuole farsi trovare pronto: “Bisogna riprendere il contatto con la realtà delle cose, con i problemi della gente fuori”, ha predicato, senza però resistere alla tentazione di un’ultima stoccata ai rivali interni al suo partito: “Chi mi ha combattuto per anni nel Pd, dicendo che ero poco di sinistra, ora si trova Salvini al Viminale”.