Il requisito sulla giustizia contabile scompare dal bando e il legale finito a processo può diventare il nuovo coordinatore dell’avvocatura regionale del Lazio. La Giunta guidata da Nicola Zingaretti ha approvato la delibera che assegna l’incarico a Rodolfo Murra, ex capo degli avvocati del Campidoglio ai tempi di Ignazio Marino sindaco e molto stimato negli ambienti Dem. Nel dicembre 2017, Murra ha ricevuto dalla Corte dei Conti, insieme ad altre 24 persone, una citazione in giudizio – il corrispettivo del rinvio a giudizio penale – relativa agli extracosti e ritardi nella realizzazione della Metro C, per un danno erariale ipotizzato complessivo di 221 milioni. La prima udienza è stata fissata per il 5 luglio. “Non avere procedimenti pendenti di fronte alla Corte dei Conti” era un requisito fondamentale del primo bando, pubblicato nel giugno 2017, cui Murra non ha potuto rispondere perché non aveva ancora raggiunto i 15 anni da cassazionista. Quella procedura in realtà non è mai stata conclusa, salvo poi essere riproposta tale e quale nel maggio scorso, a requisito temporale raggiunto, con una sola omissione: quella, appunto, sulle pendenze di fronte alla Corte.

LE PERPLESSITA’ SULL’ITER PROCEDURALE – Il posto di coordinatore dell’Avvocatura regionale diviene vacante nel maggio 2017, quando l’ex dirigente Nicola Sabato presenta le dimissioni (aveva un contratto fino al 2021). L’8 giugno 2017 viene pubblicato il nuovo bando, con scadenza 19 giugno 2017. Fra i requisiti, anche l’anzianità di almeno 15 anni nell’albo dei cassazionisti, traguardo che Murra avrebbe raggiunto solo il 23 gennaio 2018 (come risulta dall’estratto dall’Albo degli Avvocati di Roma), un particolare che gli impedisce di partecipare. Le domande arrivano copiose, ma la procedura non si sarebbe mai conclusa per motivi non specificati. Ad arrivare, il 10 maggio 2018 – con la rielezione di Zingaretti – è un secondo bando (quasi) del tutto identico al precedente. Questa volta, l’ex capo degli avvocati del Comune può ambire al salto di qualità, avendo raggiunto i tre lustri da cassazionista. Tutto a posto se non fosse per la citazione a giudizio della Corte dei Conti, arrivata pochi mesi prima. Ma poco importa. Nel primo bando, quello del giugno 2017, al punto “g” di pagina 3 era esplicitamente richiesto di “non avere procedimenti pendenti di fronte alla Corte dei Conti né condanne per danno erariale”; nel secondo bando, quello di giugno 2018, questo requisito è invece scomparso, risultando essere anche l’unico elemento di differenza fra il primo e il secondo provvedimento. Ecco che la candidatura di Rodolfo Murra risulta dunque perfettamente in linea con i requisiti richiesti. “L’avvocato Murra – specificano dalla Regione Lazio a IlFattoQuotidiano.it – ha un curriculum di tutto rispetto e ha fama di professionista integerrimo. La citazione in giudizio non equivale a una condanna e dunque per noi non ci sono pendenze”.

IL PROCESSO ALLA CORTE DEI CONTI – Oltre a Murra, il 5 luglio davanti alla Corte ci saranno anche l’ex sindaco Gianni Alemanno, l’assessore mariniano Guido Improta e il superdirigente ministeriale Ettore Incalza; ma non Ignazio Marino, la cui posizione è stata archiviata. In particolare, la vicenda più strettamente relativa al periodo in cui il chirurgo genovese era primo cittadino riguarda lo sblocco dei pagamenti da parte del Campidoglio, che avrebbe permesso la ripartenza dei cantieri e un accordo talmente stringente da assicurare “tempi e costi certi” per il proseguo dei lavori. Un provvedimento fortemente contestato dall’allora assessora al Bilancio e giudice contabile, Daniela Morgante ma che ottenne il nulla osta degli uffici e, in particolare, dell’Avvocatura. “Ovviamente non posso rilasciare dichiarazioni sull’argomento”, ha affermato Murra contattato da IlFattoQuotidiano.it, specificando solo che “io sono il nominato, non colui che nomina, dunque qualcuno mi avrà valutato in possesso dei requisiti”.

IL TESTIMONE NELLA VICENDA ROMEO-MARRA – In realtà, il legale era salito agli onori delle cronache nazionali un anno e mezzo fa, nel dicembre 2016, svolgendo il ruolo di “supertestimone” in Procura nell’ambito delle inchieste sulle nomine – da parte di Virginia Raggi – di Salvatore Romeo e Raffaele Marra. “Non c’era riunione, incontro o conversazione che potesse avvenire in sua assenza”, raccontava Murra ai giornali riferendosi al rapporto strettissimo fra la sindaca e l’ex capo del Personale, nei giorni seguenti arresto di Marra per vicende pregresse. Tutte le inchieste sulle nomine, invece, sono state archiviate, tranne quella sulla presunta falsa testimonianza di Raggi: la sindaca ha chiesto il giudizio abbreviato e il cui processo inizierà il prossimo 21 giugno.