Una favola per due. Il quarto di finale del Roland Garros 2018, previsto oggi pomeriggio sul Suzanne Lenglen ci dirà se continuerà la favola di Marco Cecchinato, detto Ceck. Una semifinale a Parigi per il palermitano aggiungerebbe alla favola i crismi del miracolo. Per il 25enne siciliano sarà comunque un lieto fine, diventando il 9° italiano a raggiungere i quarti dello Slam parigino ha già vinto, o quasi. Già perché ora non è impossibile sognare di battere un ancora convalescente Novak Djokovic, che (al contrario di Cecchinato) solo vincendo potrebbe cominciare a leggere la sua nuova favola. Quella del servo comincerebbe con un classico “C’era una volta”.

E già perché Djokovic non supera i quarti in uno Slam da due anni esatti, il Roland Garros 2016 (poi vinto) e adesso pare avere l’occasione di fare un sol boccone di Cecchinato e fare capolino in semifinale recitando la parte dell’incognita. Con la forma in lieve crescendo, la fiducia a livelli accettabili potrebbe puntare anche alla finale (Dominic Thiem o Alexander Zverev permettendo). Insomma quel “c’era una volta” è da cancellare al più presto nella mente di Novak Djokovic e se la testa è forse la vera nemica del campione serbo proprio la testa è invece l’alleata numero uno dello straordinario percorso di Marco Cecchinato.

Una carriera che ha toccato anche dei bassi preoccupanti e che adesso sboccia sulla terra parigina per portare avanti (da solo dopo l’eliminazione di Fabio Fognini, ieri) l’orgoglio italiano. Fognini è l’ultimo dei nostri ad aver raggiunto i quarti, era il 2011. Bisogna tornare indietro di 40 anni esatti invece per trovare l’ultimo semifinalista azzurro agli Open di Francia, era il 1978 e Corrado Barazzuti fu spazzato via da un certo Bjorn Borg. Cecchinato è davvero a un passo dalla storia, quella vera, ma il gradino è alto parecchio. La carta a sorpresa vale fino a un certo punto, Djokovic sa che giocherà contro un avversario in stato di grazia, che conosce in parte perché ci si è allenato insieme e a cui non vuole concedere distrazioni.

L’ago della bilancia pende dalla racchetta del serbo, se manterrà un livello anche medio-alto andrà avanti, ma se dovesse scendere sulla “terra” allora lì oltrepassare il “Ceckpointpalermitano potrebbe diventare difficoltoso. E se perde la testa poi quella di Marco Cecchinato vola oltre e lontana. Oltre una partita che è già da sogno, e lontana, lontanissima da quel brutto affare della squalifica per scommesse. Sarà una gioia tifare per un connazionale – per me pure corregionale – che sfida uno dei più grandi campioni del tennis (12 titoli del Grande Slam) e poi quanto sarebbe bello “battere” anche i bookmaker che danno Djokovic vincente a 1,09 e Cecchinato a 7,75. Non so voi ma io…