Insospettabili, vestite con abiti griffati e specializzate nel furto in appartamento, soprattutto nel centro di Milano, dove rubavano gioielli, borse, foulards e pellicce. Tre giovani ragazze di origine rom, due 19enni e una 14enne, sono state arrestate martedì mattina dopo che i poliziotti hanno scoperto il loro rifugio, una villetta di Bollate, nel milanese, trasformata in un “supermarket della ricettazione” con gli accessori di lusso rubati. Tra le vittime della banda anche il sindaco Giuseppe Sala, che aveva subito un furto nel suo appartamento nel week end del 26-27 maggio.

Il covo delle tre, soprannominate dalla Polizia le “pantere dei furti“, serviva come base logistica anche ad altre ladre specializzate in furti d’appartamento che arrivavano da Parigi: “Si tratta di una rete internazionale, come tipico dei rom – ha spiegato Maria José Falcicchia, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale della questura di Milano – però in una fase più organizzata e diversa da come solitamente si immagina: con una casa, una base logistica. Ragazze ben vestite e insospettabili che però erano ladre”.

Le tre ragazze sceglievano casualmente e a “tentativi” le abitazioni da svaligiare, approfittando di portoni lasciati aperti o intrufolandosi nei palazzi mentre qualcuno usciva. A incastrarle è stata un’impronta digitale lasciata da una di loro sull’anta di un armadio in casa del sindaco Sala: “Quando succede ti dici: sono stato un po’ pirla“, aveva commentato scherzosamente il primo cittadino dopo il furto.”Nella fretta di prendere il treno per andare in Liguria nel weekend non ho messo l’antifurto. Anche con la questura concordiamo che bisogna fare tutto il possibile per ridurre i furti in casa”, aveva detto Sala. Il furto, secondo il Corriere della Sera, era avvenuto senza una strategia o una particolare programmazione, semplicemente con un piede di porco. Tra gli oggetti rubati un Rolex antico di un certo valore, una borsa di lusso, qualche oggetto d’oro, mentre non erano stati presi computer, né documenti.