La Lega di Matteo Salvini? “Legata ai neofascismi europei“, secondo il ministro uscente Graziano Delrio. Lo aveva detto giovedì a Radio Cusano Campus, lo ha ripetuto ad Agorà nel giorno del giuramento del governo Conte. Neanche il tempo di ribadirlo e il segretario del Carroccio reagisce citando Oscar Wilde: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”, scrive su Facebook.

Delrio, sottolineando le alleanze e le simpatie del prossimo ministro dell’Interno per Marine Le Pen e Viktor Orban, si era augurato che figure come Giancarlo Giorgetti rappresentino “non la nuova Lega ma un pezzo della vecchia Lega, che almeno sapeva come gestire gli interessi degli italiani”. “Certamente – ha aggiunto – è un governo del cambiamento, il problema è che si può cambiare in peggio. Anche il governo fascista era un governo del cambiamento in Italia”. Il governo, ha detto il ministro uscente, “ha politiche di destra, impostate dalla Lega di Salvini che appartiene culturalmente alla nuova destra europea, protezionista, nazionalista, una cosa pericolosa”. Le parole del capogruppo Pd alla Camera hanno provocato l’immediata reazione di Salvini, che già giovedì era stato accusato di “lavorare a cena con i neofascisti europei” e di non dire la verità, come Di Maio.

Negli stessi minuti, è stata proprio la Le Pen a congratularsi in un tweet per la formazione del governo, definita una “vittoria della democrazia sulle intimidazioni” dell’Unione Europea. “Bravi alla coalizione di Matteo Salvini ed alla Lega, che hanno finalmente formato il nuovo governo italiano – ha scritto sui social la leader del Front National – È una vittoria della democrazia sulle intimidazioni e le minacce dell’Ue. Niente impedirà il ritorno dei popoli sulla scena della storia”.

Sulla coalizione, aveva invece detto Delrio, “i loro elettori non li hanno scelti per fare un governo insieme, stanno costruendo una serie di bugie e hanno fatto già dei danni enormi all’economia italiana e all’immagine del Paese”. Per il ministro uscente, “il disegno di Salvini è preciso, vuole portare l’Italia fuori dall’Europa e dall’Euro e sta giocando come il gatto col topo” mentre “Di Maio dichiara che le sue prospettive non sono queste, quindi non può stare con la Lega”.

Critico anche Andrea Orlando durante un intervento a Radio Anch’io: “Che l’opposizione al capitalismo mondialista la conduca quello che ha scritto il programma di Forza Italia è un’idea molto suggestiva: mi pare che ci sia molto Gattopardo in questa vicenda molto italiana”, il commento dell’esponente della minoranza Pd riferendosi alle collaborazioni passate da Giovanni Tria e Renato Brunetta. “Smettiamola con questa questione establishment/anti-establishment, perché in questo governo mi sembra ci sia molto più establishment che nel precedente, paradossi della storia – ha continuato il ministro della Giustizia uscente – Ci prepariamo a un’opposizione con una attenzione molto alta su alcuni temi: sulle questioni sociali, sui diritti, sulla giustizia. Oggi saremo in piazza perché bisogna dare un segnale”.