Juventus Stadium, Torino, ore 16.21, 19° minuto del secondo tempo di una partita ormai inutile tra la Juventus già campione d’Italia e il Verona ormai retrocesso. I bianconeri stavano per festeggiare in casa il settimo scudetto di fila, ma quell’istante è il momento dei brividi per un intero popolo di tifosi: Gianluigi Buffon esce dal campo con la sua maglia numero 1 sulle spalle, una maglia che aveva indossato per la prima volta  il 26 agosto 2001. Quella di sabato è stata l’ultima volta con la Juve di SuperGigi, che ha deciso di dire addio ai colori ai quali ha legato la sua incredibile carriera professionistica a livello di club, 655 presenze dopo.

Una giornata di ricordi ma anche di festa per il porterione della Juve, accolto dalla curva sud con una magnifica coreografia che ha reso omaggio a quello che è considerato il portiere più forte di tutti i tempi: “Solo chi tenta l’assurdo raggiunge l’impossibile”, è la frase dedicata a Buffon. Sotto, un gigantesco bandierone con l’immagine del capitano bianconero e lo scudetto targato 2017/2018. Sulla Nazionale invece Gigi ha già detto la sua, come sempre senza giri di parole: “Ero un problema tre mesi fa, figuriamoci ora…”. Niente passerella azzurra quindi, e neanche un addio definitivo al calcio, dato che Gigi ha detto di aver ricevuto offerte interessanti. Ma l’ultima con la Juventus, oltre a mettere fine al dominio di Buffon tra i pali della squadra più titolata d’Italia, segna la fine di un’epoca calcistica, dal trionfo di Berlino nel 2006 agli scandali di Calciopoli, dalla retrocessione in B della sua Juve al ritorno alle vittorie con i bianconeri.

Il capitano bianconero è sbucato dagli spogliatoi con i suoi tre figli per mano, mentre tutto lo stadio gli tributava un lungo applauso.”C’è un solo numero 1, c’è un solo numero 1″, hanno intonato le curve al momento dell’ingresso in campo di Buffon, che ha anche salutato personalmente i tifosi delle prime file dello Stadium. Prima del fischio d’inizio, Gigi ha abbracciato i compagni, uno a uno. Scrosciante l’applauso per il numero 1 bianconero quando ha toccato il primo pallone, davanti alla curva nord. Subito dopo l’uscita in campo, il lungo l’abbraccio con il tecnico Massimiliano Allegri e un giro di campo a partita ancora in corso, sotto la pioggia e i lampi e i tuoni di un temporale che si stava abbattendo su Torino.