Il miglior Fabio Fognini di sempre. Almeno al Foro Italico, il torneo di casa, il più amato, per certi versi anche il più temuto come dimostrano alcune figuracce del passato. Finalmente l’amore è sbocciato: il numero uno del tennis azzurro è nei quarti di finale degli Internazionali Bnl d’Italia 2018. Mai in carriera era riuscito a spingersi così avanti. E domani (forse nel turno serale: il programma di conoscerà a fine giornata), se tutto andrà secondo i piani, affronterà il grande favorito Rafa Nadal, in quella che può essere considerata la partita più importante del tennis italiano dell’ultimo decennio. Vale il sogno di riportare a casa il torneo del Foro Italico.

Per ora Fognini ha battuto negli ottavi con un doppio 6-4 il tedesco Peter Gojowczyk, qualcosa in più di un carneade dal nome impronunciabile (53ª posizione del ranking), ma comunque ampiamente alla sua portata. Ben più significativa era stata la vittoria nel turno precedente contro Dominik Thiem, austriaco considerato in questo momento il n. 2 al mondo sulla terra (dopo Nadal, ovviamente), che a Madrid aveva appena battuto lo spagnolo ponendo fine al suo incredibile record di 50 set consecutivi vinti su questa superficie. Quello è stato il successo della svolta, che gli ha permesso di aprirsi un varco importante nel tabellone: contro un avversario fortissimo, contro le avversità che di solito lo scoraggiavano sempre.

Con Gojowczyk oggi è arrivata la conferma, che conoscendolo non era affatto scontata. Invece stavolta Fognini non ha tradito se stesso e le attese. Di fronte a un giocatore modesto ma in stato di grazia (già contro l’altro azzurro Sonego aveva disputato una prestazione praticamente perfetta) e molto solido, ha vinto ancora. A suo modo, ovviamente: andando subito sotto con un break disgraziato, protestando, rimontando a furia di colpi  di classe alternati a errori grossolani, senza sbagliare però nei momenti decisivi.

In questo percorso di crescita c’è tanto dell’età e della nascita del figlio: superata la soglia dei 30 anni, “Fogna” da padre di famiglia messa su con Flavia Pennetta sembra essere finalmente riuscito a tenere a bada la sua proverbiale sregolatezza. Ma c’è anche un rapporto speciale con l’Italia, con la maglia azzurra e col torneo di casa, stregato da 40 anni, dai tempi di Adriano Panatta: le partite migliori della sua carriera le ha giocate sempre in Coppa Davis con la nazionale, o proprio al centrale del Foro Italico, che è sempre più il suo stadio (qui l’anno scorso vinse contro il n. 1 al mondo, Andy Murray). “Finalmente ci capiamo col mio pubblico. Ci vediamo domani, vi aspetto tutti”, ha detto a fine match.

Il bello viene adesso, infatti. Per l’Italia è già un grande risultato: per ritrovare un azzurro nei quarti dobbiamo tornare indietro al 2012 di Andreas Seppi. Ancora meglio fece Filippo Volandri nel 2007, quando da wild card sconfisse Roger Federer (e pure Thomas Berdych), prima di arrendersi in semifinale a Fernando González. Fognini sogna di eguagliarlo: nei quarti ci sarà la super sfida contro il vincente dell’ottavo tra il giovane Shapovalov e (più probabilmente) Rafa Nadal. Difficile, ma nulla è impossibile: in fondo si è sempre detto che Fognini sulla terra può battere chiunque. Adesso che ha anche smesso di perdere contro chiunque, chissà dove può arrivare.

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