Dopo il via libera di Forza Italia e Silvio Berlusconi, tra M5s e Lega sono partite le trattative per trovare un premier condiviso per il governo, così come per individuare i temi da inserire nel contratto. “Finalmente si sono creati i presupposti per iniziare un tavolo e avviare il progetto del governo del cambiamento, da subito si metteranno al lavoro i tavoli tecnici”, ha rivendicato Luigi Di Maio di fronte ai cronisti, dopo l’incontro con il segretario leghista Matteo Salvini.  “Prima si parla di contenuti, poi di nomi”, ha continuato il capo politico pentastellato. Ma le priorità storiche del M5s resteranno tali? Resta ancora un’incognita. “Conflitto d’interesse, lotta all’evasione e alla corruzione saranno inserite nel contratto? Discuteremo di tutto quello che c’è nei programmi, ma vi chiedo pazienza. Noi otterremo il massimo per i cittadini, questi temi ci hanno caratterizzato da anni. Ma non voglio giocare al toto-temi. Perché altrimenti va a finire che il contratto lo scrivono prima i giornalisti che le forze politiche”, , ha tagliato corto lo stesso Di Maio.

Simili le risposte di altri 5 stelle: “Conflitto d’interessi e anticorruzione temi irrinunciabili? Vedrete nel contratto che ci sarà”, ha replicato Riccardo Fraccaro. “Non mettetemi in difficoltà”, è la risposta lapidaria e stizzita di Stefano Buffagni. E pure Bonafede taglia corto, imitando la risposta del leader Di Maio: “Voi sapete quali sono i nostri valori storici, ma adesso non possiamo dire nulla”.  Prova a dare maggiori garanzie Carla Ruocco: “Rimaniamo quelli di sempre, non capisco le perplessità. Abbiamo sempre detto che non avremmo mai sconfessato i nostri punti e il nostro programma. Se temiamo possibili garanzie a Berlusconi sul fatto che la legge sul conflitto d’interessi non si farà? La presenza del M5s è garanzia di legalità, incompatibile con determinate scelte”, ha aggiunto. E ancora: “Perché mai dovremmo fare sconti a Berlusconi? Non deciderà lui, il governo lo hanno fatto partire i cittadini”.  Silenzio, invece, in casa leghista: “Se possiamo rassicurare Berlusconi che il conflitto d’interessi non sarà nel contratto? Non dico nulla”, ha concluso Gian Marco Centinaio