Mai come in questo caso la matematica è davvero un’opinione: la Juventus è campione d’Italia, un’altra volta. I numeri suggerirebbero di aspettare almeno per una settimana, ma la logica ribadisce che ormai è fatta: il pareggio casalingo contro il Torino fa scivolare il Napoli a meno sei in classifica, a due giornate dalla fine. In teoria il gap sarebbe ancora colmabile, con due vittorie e due contemporanee sconfitte dei bianconeri (che dopo la trasferta contro la Roma, all’ultima avranno in casa il Verona già retrocesso). In pratica, però, anche in caso di doppia combinazione, l’arrivo a pari punti premierà comunque i bianconeri: con lo scontro diretto in perfetta parità (0-1 al San Paolo, 0-1 a Torino), il regolamento dice differenza reti, e in questo momento la Juve ha 19 gol di vantaggio sulla squadra di Maurizio Sarri, che dovrebbe vincere in goleada le ultime due e sperare in altrettanti cappotti (da 4-5 reti ciascuno) dei rivali. Siamo oltre il miracolo.

Il lunghissimo testa a testa in vetta alla classifica si chiude qui, con la rete di Lorenzo De Silvestri a 5 minuti dalla fine che vale il 2-2 dei granata dell’ex Mazzarri, dopo la vittoria nell’anticipo della Juve in casa contro il Bologna. Ma i giochi si erano già fatti la settimana scorsa, con il tonfo clamoroso di Firenze e ancora prima la contestatissima Inter-Juve, di cui si parlerà ancora a lungo. La Juventus ha vinto il suo settimo scudetto di fila. Solo i festeggiamenti ufficiali sono rimandati di qualche giorno, e questo probabilmente non dispiacerà a Massimiliano Allegri, che così potrà concentrarsi meglio sulla finale di Coppa Italia contro il Milan di mercoledì, l’altro obiettivo stagionale dei bianconeri (anche se il vero sogno proibito, la Champions League, è sfumato nella sera del Bernabeu).

Il primo, quello minimo, adesso è praticamente raggiunto, e consente di ritoccare ulteriormente il record già storico degli scudetti consecutivi, ormai a quota sette. Nessuno ne ha mai vinti così tanti, ma i primati stanno diventando un’abitudine in casa bianconera: lo si era già detto l’anno scorso per il sesto titolo, magari lo si dirà pure il prossimo per l’ottavo. Al Napoli, che ha avuto il merito di tenere aperto e vivo il campionato come non succedeva dal 2012, restano solo i rimpianti per essere crollati sul più bello e le recriminazioni per alcune decisioni arbitrali controverse bei momenti cruciali della stagione. E ancora non è chiaro quali siano più forti.

Twitter: @lVendemiale

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Diritti Serie A, tra MediaPro e Sky l’accordo resta lontano: a settembre il campionato rischia di non andare in tv

next
Articolo Successivo

Ten Talking Points, Juventus prima con il Napoli evaporato. Spalletti ermetico come Montale, Tudor sembra Cuperlo

next