“L’arroganza della burocrazia deve essere moderata e controllata”, tuonava Cicerone. E dopo circa duemila anni qualcosa in effetti sembra muoversi, almeno per quanto riguarda i lavori in casa: come riporta Immobiliare.it, dal 22 aprile, grazie al Glossario dell’edilizia libera, non servirà più l’approvazione preventiva da parte del Comune per avviare tutta una serie di interventi di manutenzione sia all’interno sia all’esterno della nostra abitazione.

No alle norme restrittive, purché l’immobile non sia vincolato

Dal momento che la liberalizzazione ha valore nazionale, qualsiasi lavoro che non incida sulla pianta dell’appartamento potrà essere realizzato senza presentare alcuna comunicazione o progetto tecnico, a condizione ovviamente che si rispettino eventuali vincoli storici e ambientali insieme alle norme in materia di sicurezza. In altre parole, se vi venisse voglia di costruire un barbecue in muratura sul vostro terrazzo sareste liberi di farlo, ma non se abitate in un palazzo del Seicento con vista sul Duomo: in tal caso un po’ di fila allo sportello comunale rimane d’obbligo.

Oltre cinquanta gli interventi liberalizzati

Tra lavori interni ed esterni, l’elenco presente nel Glossario e pubblicato il 7 aprile sulla Gazzetta ufficiale, comprende esattamente 58 tipologie di opere, così da non lasciare spazio ai dubbi. Vediamone alcune. Oltre al sopracitato barbecue in muratura, chi ha la fortuna di possedere uno spazio all’aperto può ora installare tende, gazebo e ripostigli per gli attrezzi (purché non ancorati al suolo) o costruire fontane, fioriere, cucce per animali domestici e aree gioco per bambini. Spostandoci all’interno della casa, via libera a opere di manutenzione ordinaria quali il rifacimento degli impianti e dei bagni, il cambio degli infissi e la sostituzione dei parapetti. Niente permesso, inoltre, per l’installazione di scale interne di arredo, inferriate e controsoffitti non strutturali.

Risparmio energetico sì, barriere architettoniche no

Si potranno installare liberamente anche i pannelli solari e fotovoltaici, le pompe di calore, i condizionatori e il cosiddetto cappotto termico, anche in questo caso a condizione di non abitare in pieno centro storico. Lo snellimento delle procedure riguarda infine lo spinoso problema delle barriere architettoniche, che potremo cominciare ad abbattere nelle nostre case nell’attesa che i luoghi pubblici facciano altrettanto. Via libera dunque a rampe, montascale e ascensori, a patto che siano all’interno degli edifici e non incidano sulla struttura portante.