In attesa delle previsioni economiche di primavera della Commissione europea, in arrivo giovedì, l‘Istat ha diffuso la stima preliminare sulla crescita del pil nel primo trimestre. Secondo l’istituto di statistica il progresso è stato dello 0,3%, un decimale in più rispetto alle valutazioni di Bankitalia. L’incremento dunque sarebbe identico a quello registrato negli ultimi tre mesi del 2017 nonostante la debolezza della produzione industriale. La variazione acquisita (cioè la crescita annuale che si otterrebbe se nei trimestri successi l’economia restasse al palo) è dello 0,8%. Su base annua l’incremento è dell’1,4%.

La crescita del pil, spiega l’Istat, è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi, mentre il valore aggiunto dell’industria ha segnato una variazione pressochè nulla. Dal lato della domanda, c’è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8%.

L’economia italiana è cresciuta anche nell’ultimo trimestre meno della media europea: l’Eurostat nella sua stima flash rileva un progresso dello 0,4% sia nell’eurozona che nella Ue. Nel quarto trimestre 2017 la crescita era stata dello 0,7% nell’area euro e dello 0,6% nella Ue a 28. Su base annua il dato presenta un incremento del 2,5% nell’eurozona e del 2,4% nella Ue.