Un provvedimento epocale quello pronunciato dal tribunale di Roma: un blogger vede con forza tutelato il suo diritto fondamentale di espressione e di cronaca, anche quando dall’altra parte esso confligge con gli interessi commerciali (e politici) di un’impresa. Una vicenda che ricorda la storia di Davide contro Golia ai tempi di Internet per l’eccezionalità di quanto successo.

Vi racconto questo incredibile spaccato di cronaca giudiziaria italiana, dove non sempre la libertà di cronaca e il diritto di espressione riescono a prevalere, soprattutto se portati avanti da spalle non abbastanza larghe.

Non so se ricordate la vicenda piuttosto imbarazzante della “marchetta necessaria” di tre milioni di euro in favore di IsiameD – Istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo, senza fini di lucro, nato nel 1974 – alias Isiamed digitale srl – costituita l’8 ottobre 2016, ma con inizio attività a novembre 2017 – prevista direttamente attraverso l’ultima legge di Bilancio e inserita in extremis nella manovra sperando che sfuggisse ai più, come purtroppo troppo spesso è successo in tante altre occasioni.

Protagonista della nostra (per una volta bella) storia è il signor Aldo Prinzi, che ha deciso di creare un blog, esercitando come semplice cittadino i suoi diritti fondamentali di libertà di espressione e di critica, al fine di “chiedere chiarezza” sul groviglio di interessi privati e manovre politiche che sembrano celarsi dietro al “caso IsiameD”. E nel far ciò ha voluto adoperare proprio il nome a dominio rimasto libero “isiamed.com”, in modo da poter riportare – attraverso un dominio che richiamasse in modo diretto la vicenda – i contorti fatti inerenti alla stessa in maniera sottilmente ironica, collezionando articoli e link di cronaca.

A Isiamed questo comportamento ha infastidito non poco e forte di uno stuolo di avvocati (e presunzione) non ha tardato a richiedere al tribunale di Roma un provvedimento cautelare d’urgenza nei riguardi del signor Prinzi (la cui difesa è stata sostenuta dal sottoscritto, congiuntamente con il collega avvocato Roberto Manno), fondando la sua azione sull’accusa di domain grabbing, ossia di acquisizione illecita del dominio e del marchio della società.

Il giudice ha tuttavia rigettato il ricorso, ritenendo valida la difesa di Prinzi e riconoscendo così che Isiamed non solo non abbia mai provveduto alla registrazione del marchio, ma che al momento della registrazione del domain name www.isiamed.com da parte di Aldo Prinzi la società non aveva rinnovato la registrazione del nome a dominio www.isiamed.org. Pertanto la richiesta del ricorrente di inibire l’uso del domain name “isiamed” – sul presupposto sia del “preuso” del marchio sia del nome a dominio www.isiamed.org – non è stata giudicata fondata, mancando di fatto il presupposto della confondibilità delle rispettive attività (non coincidenti, né interferenti) con conseguente impossibilità di ingenerare confusione.

Il giudice ha inoltre ritenuto privo di carattere diffamatorio il contenuto del blog di Prinzi, che ospita in sostanza una raccolta di articoli relativi all’istituto con particolare riferimento alla vicenda del contributo statale concesso dalla legge di Bilancio. Il contenuto non è apparso di gravità tale da legittimare l’oscuramento della pubblicazione via internet, con conseguente prevalenza del diritto di cronaca rispetto agli interessi commerciali d’impresa. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con addebito delle spese a carico della stessa Isiamed.

Una vera beffa per la società e invece una grande vittoria per il diritto italiano e per la libertà di espressione, specie di coloro che si avvalgono privatamente (e con poca forza economica a disposizione) degli strumenti del World wide web con l’intento di recare (molto) fastidio a chi – in modo arrogante – è abituato ad “avere sempre ragione”: un’ordinanza che segna una vittoria epica dei “piccoli” che – qualche volta – possono sconfiggere i “giganti” (i quali poi, così giganti non sono).

La libertà infastidisce del resto; anche perché, come disse qualcuno – Montesquieu – è quel bene che ti fa godere di ogni altro bene. Cerchiamo di ricordarlo ogni giorno.