“Un arbitro all’altezza non infrange il sogno di una squadra che ha messo tutto in campo per 90 minuti. Ha voluto fare il protagonista. Un essere umano non può fischiare un episodio stra-dubbio, dopo una gara del genere a meno che al posto del cuore non abbia un bidone dell’immondizia“. Buffon è un fiume in piena. Perché una sconfitta così, a un passo dal fine carriera (e che carriera), proprio non gli va giù.  “Se non hai la personalità per stare a questi livelli, allora vai in tribuna con la famiglia, compra le patatine e goditi lo spettacolo”, ha dichiarato ai microfoni di Premium Sport. “Queste cose qua le fanno gli animali, non gli uomini. Avrebbe dovuto capire il disastro che stava facendo”.

Ci credeva Gigi. E ci credevano Mandzukic, con la sua doppietta, il francese Matuidi e il resto della squadra, beffati da un rigore segnato da Cristiano Ronaldo al 96esimo. “Il dispiacere più grande di smettere di giocare è di lasciare questi ragazzi”, ha ammesso il portiere bianconero ai microfoni di Jtv, visibilmente commosso. “Però la vita va avanti. Spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro”. Parole che hanno il sapore del congedo, non solo alla Champions League ma a tutta la squadra.

E nelle ultime ore non resta che la rabbia. Tanta rabbia per un gruppo di ragazzi capace di travolgere il Bernabeu con il peso di un 0-3 all’andata. Fuori controllo Benatia, che rivolto a due giornalisti dice in francese dopo la gara: “Il rigore è stato uno stupro“. Furente anche Chiellini, con il suo “You pay, you pay” rivolto ai giocatori del Madrid nel finale di partita.

Più pacati i toni di Massimiliano Allegri: “Non mi va di giudicare quello che ha giudicato l’arbitro. La squadra a Torino ha fatto bene per 60 minuti e non avevamo segnato, prendendo due gol che oggi non abbiamo preso”. Ma il tecnico punta il dito sul fallo non fischiato a tempo quasi scaduto all’andata su Cuadrado, un episodio che “avrebbe cambiato la qualificazione”. E oggi saremmo qui a raccontare una storia diversa.

È per questo che il presidente della Juve Andrea Agnelli ha attaccato la Uefa: “Ci sono alcuni Paesi che hanno implementato la Var, il processo di accelerazione va portato avanti in Europa, perché qui si decide chi va avanti e chi no, noi avremmo meritato almeno i supplementari”. Dopo uno straordinario 3-0 e a trenta secondi dai tempi supplementari, infatti, il miracolo della Juventus si è infranto sul contatto in area tra Benatia e Lucas Vazquez. Agnelli non risparmia neanche Pierluigi Collina: “La vanità del designatore finisce per andare indirettamente a colpire le squadre italiane, queste designazioni arbitrali vengono forse fatte per dimostrare la sua imparzialità”, ha dichiarato a Mediaset. “Guardo alle ingiustizie subite da Lazio, Roma e Milan, non solo alle nostre, come quella sul rigore non dato a Cuadrado all’andata. La tecnologia può evitare errori in qualsiasi stadio”. Restano i limiti tecnici che la Uefa deve ancora risolvere, come sottolineato dallo stesso presidente: “Nei playoff di qualificazione ai gruppi ci sono squadre di tutte le nazioni e arbitri di tutte le nazioni, alcune delle quali non hanno sperimentato la Var nei campionati. Facciamo un corso veloce per rendere i fischietti in grado di usare gli strumenti che abbiamo”.