Spartizione M5s-Lega anche sulla presidenza della commissione speciale alla Camera? Più che altro è un segnale che, al di là delle schermaglie pubbliche, l’asse Lega-5 Stelle tiene”. A scagliarsi contro l’accordo tra centrodestra e grillini è il ministro Andrea Orlando (Pd) – così come il resto del partito, renziani su tutti – , in merito alla sempre più vicina elezione del leghista Giancarlo Giorgetti alla guida della commissione di Montecitorio (il voto è previsto giovedì, ndr). In pratica, un bis di quanto avvenuto già al Senato, dove l’intesa centrodestra-M5s portò all’elezione del grillino Vito Crimi, con i dem esclusi dalla partita.”La prassi, sempre rispettata in passato voleva che il presidente della commissione Bilancio uscente guidasse la commissione speciale. Prendiamo atto che non sarà così”, ha rivendicato Francesco Boccia (Pd), la cui “candidatura” è di fatto tramontata in seguito all’intesa tra leghisti e pentastellati.
“M5s e Lega hanno fatto una corsa alle poltrone, ma io resto convinto che il Pd, al di là della volontà dei 5 Stelle stessi, dovrebbe dialogare con i grillini. Non si può mettere la testa sotto la sabbia. Il Pd può “scongelarsi” nel caso il Colle proponga un governo del presidente? Io spero che il Pd sia scongelato ogni giorno, altrimenti i partiti congelati rischiano di essere scoperti qualche millennio dopo”, ha ironizzato il deputato vicino al presidente della regione Puglia Michele Emiliano. Per poi concludere: “Anche da minoranza si può essere all’altezza di sfide così importanti”.