Bashar Al Assad è un “animale”, mentre Vladimir Putin e l’Iran sono “responsabili per il sostegno” che gli hanno dato. Con queste parole Donald Trump è intervenuto sul bombardamento che a Douma, nella Ghouta orientale, ha ucciso almeno 70 civili e per il quale i servizi di assistenza medica, tra cui Medical Care and Relief Organizations, accusano il regime siriano di aver utilizzato armi chimiche.

“Molte vittime, tra cui donne e bambini, in un attacco chimico senza senso in Siria – ha twittato il presidente degli Stati Uniti, senza dare credito a Mosca e soprattutto a Damasco che ha smentito parlando di “farsa” – l’area delle atrocità è in lockdown e circondata dall’esercito siriano, completamente inaccessibile al resto del mondo. Il presidente Putin, la Russia e l’Iran sono responsabili per il sostegno all’animale Assad. Grande prezzo da pagare. Aprire immediatamente l’area per i soccorsi medici e le indagini. Mai più un altro disastro umanitario senza ragione”, scrive il capo della Casa Bianca.

Che lo scorso anno, nella notte tra il 6 e il 7 aprile 2017, aveva dato ordine di bombardare la base di Al Shayrat, dal quale il 4 aprile erano partiti gli aerei dell’aviazione siriana che avevano lanciato un attacco chimico su Khan Sheikhoun, uccidendo decine di persone.

In un successivo tweet il capo della Casa Bianca prende di mira il suo predecessore Barack Obama per la strategia usata con la Siria. “Se il presidente Obama avesse attraversato la sua dichiarata linea rossa sulla sabbia, il disastro siriano sarebbe finito molto tempo fa! L’animale Assad sarebbe stato storia!”. Obama aveva detto che se Assad avesse superato la “linea rossa” e usato armi chimiche, gli Stati Uniti sarebbero intervenuti.

Prima di Trump era stata già la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Heather Nauert, ad attaccare non solo Assad ma anche la Russia che, “con il suo incrollabile sostegno per il regime, si assume la responsabilità di questi attacchi brutali“. Immediata la risposta di Mosca: “Siamo pronti, una volta che Douma sarà liberata dai militanti, a inviare immediatamente i nostri specialisti per raccogliere dati che confermeranno che queste affermazioni sono state fabbricate”, ha detto il generale Yuri Yevtushenko, capo del Centro russo per la riconciliazione siriana.