I parlamentari M5s, senatori e deputati riuniti in due distinte assemblee, hanno ufficializzato la nomina dei capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo e i due rispettivi direttivi. Mentre il Pd ha indicato i suoi referenti in Parlamento, le assemblee, radunate anche per esaminare il nuovo statuto, hanno dato il via libera per acclamazione ai nomi scelti subito dopo le elezioni da Luigi Di Maio. Nel corso dalla riunione, è intervenuto anche il Capo politico: “Inizieremo le consultazioni e si andrà con calma al governo, il gruppo deve essere unito e coeso”, ha detto. Gli eletti alla Camera torneranno a riunirsi alle 20 per votare lo statuto e la rosa dei candidati alle cariche dell’Ufficio di presidenza. La riunione dei senatori è invece in programma alle 19.

La ratifica delle nomine è una novità per il M5s: secondo l’articolo 5 del nuovo codice etico (emanato a dicembre 2017) infatti, spetta al Capo politico e non più all’assemblea degli eletti, l’indicazione del primo capogruppo e del primo direttivo che sta in carica per 18 mesi “salvo ratifica dei gruppi”. Sono state ufficializzate quindi anche le cariche del direttivo M5s a Palazzo Madama. Ovvero vicecapogruppo vicario: Vito Crimi. Gli altri vicecapigruppo: Vilma Moronese, Stefano Patuanelli, Gianluca Perilli, Daniele Pesco. Segretari: Gianluca Castaldi, Vincenzo Santangelo, Sergio Puglia. Tesoriere: Nunzia Catalfo. Confermato anche il direttivo di Montecitorio. Vice vicario: Laura Castelli. Vicecapogruppo: Giuseppe Brescia, Maria Edera Spadoni, Francesco Silvestri, Alberto Zolezzi. Segretari: Azzurra Cancelleri, Francesco D’Uva, Daniele Del Grosso. Tesoriere: Sergio Battelli.

L’assemblea avrebbe dovuto esprimersi anche sul nuovo statuto, ma, almeno al Senato, il voto è stato rimandato proprio per dare il tempo ai parlamentari di analizzare il testo. Uno dei passaggi più discussi riguarda i paletti all’iniziativa legislativa, con una stretta sulla presentazione di proposte di legge ed emendamenti. Il malumore in proposito, secondo quanto riferito dall’agenzai Adnkronos, avrebbe poi costretto chi sta lavorando al documento a fare dietrofront eliminando quel vincolo, bollato come incostituzionale da alcuni parlamentari. Ieri sera il limite alla presentazione delle leggi sarebbe infatti saltato. E questo spiegherebbe anche i ritardi nella presentazione della bozza ai parlamentari. Il paletto alla presentazione di leggi, viene spiegato da una fonte parlamentare, sarebbe stato concepito con l’obiettivo di ‘limitare’ la proliferazione di proposte di legge, riducendo il rischio di veder presentate pdl inutili o dal contenuto potenzialmente imbarazzante per il M5s che in passato ha generato tensioni e polemiche.