“In Parlamento è entrata l’emotività, l’emozione. Mi chiama gente in lacrime”. Consumato l’accordo tra M5s e centrodestra per le presidenze delle Camere, con l’elezione l’ultra-berlusconiana Casellati (chi è? leggi l’articolo) a Palazzo Madama e il pentastellato Fico (chi è? leggi l’articolo) a Montecitorio, a metterci un po’ di poesia ci pensa il padre del Movimento, Beppe Grillo. Che a domande sulla Lega di Salvini e sulla possibile alleanza di governo con quel centrodestra avversato per anni non risponde: “E’ post politica, post cronaca. Di questo si occupano questi ragazzi straordinari. Come Luigi, che in questi anni ha subito una pressione straordinaria e ne è uscito alla grandissima da grande politico”. Nemmeno ricordare che a dire “mai con la Lega” era stato lo stesso neoeletto presidente della Camera serve a molto. Grillo è già parecchio oltre, una trentina d’anni almeno: “Adesso bisogna riprogettare le città per il futuro”. Parla di mobilità, di energia, dei pannelli solari a Brooklyn. E su Roberto Fico non ha altro da dire se non “ci siamo sentiti e ci siamo detti che ci vogliamo bene”

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