Il Movimento 5 stelle ha il primo presidente della Camera della sua storia politica. Quando ancora la lettura delle schede è in corso e poco prima che in Senato sia proclamata Maria Elisabetta Alberti Casellati, scatta l’applauso a Montecitorio. Roberto Fico ha ottenuto il numero di voti necessari per l’elezione, diventare la terza carica dello Stato e succedere così a Laura Boldrini. Poco prima Luigi Di Maio su Facebook aveva scritto: “E’ la storia del Movimento”. Il primo a festeggiarlo su Twitter invece è stato proprio il garante M5s Beppe Grillo: “Habemus Fico”, ha scritto. Il discorso di insediamento del deputato napoletano è un manifesto che prende ispirazione da tutte le battaglie grilline degli ultimi anni e quindi dall’esperienza di opposizione: dal taglio dei costi della politica al ritorno della centralità del Parlamento fino alla lotta all’illegalità. L’esordio è stato naturalmente per il Capo dello Stato Sergio Mattarella e per ricordare l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Dieci in tutto, oltre a quello iniziale e a quello finale, gli applausi per il discorso di insediamento.

Intorno alle 13.30, Fico è stato accolto da Montecitorio con un applauso scrosciante proveniente in particolare dai deputati 5 stelle. La terza carica dello Stato ha esordito parlando del Colle e ricordando l’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine: “Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al presidente Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali, valori che per essere affermati nella nostra Costituzione hanno richiesto il sacrifico di tanti uomini e tante donne”. Il neo presidente della Camera, che con i suoi ha condiviso tante battaglie a Montecitorio, ha quindi rivolto l’attenzione al ruolo dell’assemblea: “Il futuro qui può prendere forma e noi intendiamo costruirlo insieme perché abbiamo il compito di servire l’intera nazione, i cittadini devono sentirsi rappresentati e riflettiamo sul fatto che il parlamento torni a ritrovare la sua centralità per dare nuovo valore all’idee stessa di Europa e delle sfide globali”. Un pensiero anche alle minoranze: “Mi ispirerò a 3 principi: garantire un alto livello di discussione, il rispetto di tutte le componenti politiche e la volontà di interpretare lo spirito di cambiamento chiesto dai cittadini”. E soprattutto: “Le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle commissioni e nell’Aula, non consentirò scorciatoie né forzature nel dibattito parlamentare”. La riforma dei regolamenti della Camera è “necessaria perché anche da qui passa la migliore vita di tutti, anche alla luce delle novità del Senato”. Fico ha pure indicato nello sviluppo delle “nuove tecnologie a supporto del processo legislativo” un altro dei suoi obiettivi come presidente.

Quindi uno dei primi obiettivi che si sono dati i 5 stelle: “Il taglio ai costi della politica è uno dei principali obiettivi della legislatura: razionalizzare costi della Camera senza tagliare i costi della democrazia, qualcosa è stato fatto, tantissimo resta da fare”. Infine lo sguardo ai singoli: “Una comunità unita non può tollerare nessuna forma di illegalità, non si rassegna di fronte alle ingiustizie, anzi è capace di rispondere con determinazione, perché ha la forza che gli deriva dal sentirsi pienamente rappresentata e rispettata dalle istituzioni. Ogni individuo che non riesce a vivere un’esistenza dignitosa sarà una sconfitta per tutti. Portare equilibrio là dove ci sono squilibri. E’ dall’individuo che bisogna ripartire. Quindi voglio ripartire dall’auspicio che ognuno porti avanti questo impegno. Auguri di buon lavoro a tutti e coraggio”.

Classe 1974, nato a Napoli, Fico è laureato in Scienze della comunicazione all’università degli studi di Trieste con indirizzo alle comunicazioni di massa e con un’esperienza a Helsinki, dove ha vissuto per il progetto studi Erasmus. Prima di approdare a Montecitorio, nel 2013, ha lavorato prevalentemente nel settore della comunicazione, uffici stampa compresi, ma è stato impiegato anche in un call-center per un anno. Considerato l’anima che incarna la sinistra del Movimento, Fico ha fondato nel 2005 il meetup Amici di Beppe Grillo di Napoli. “Volevo portare avanti azioni concrete per la mia città. Ho scoperto in breve tempo che non ero il solo”, scrive di sé e dell’esperienza che gli cambierà la vita. Uomo fidato di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, il deputato napoletano, prima di entrare a Montecitorio e diventare presidente della Commissione di Vigilanza -con rinuncia all’indennità e all’auto blu- è stato candidato a governatore della Campania, a sindaco di Napoli (sesto, dietro Clemente Mastella), ma anche, nel 2013, alla presidenza della Camera. Alle elezioni politiche del 2013 è eletto nella XVII legislatura alla Camera dei deputati, poi riconfermato il 4 marzo 2018. Il 6 giugno 2013 diventa presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Fico ha rinunciato all’indennità (26.712,00 euro l’anno) e all’auto blu. Fico ha accolto la notizia dell’elezione dietro le quinte e come prima cosa ha abbracciato la compagna, anche lei attivista della prima ora del Movimento 5 stelle.

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