Si dorme un’ora in meno nella notte tra sabato 24 marzo e domenica 25. Il ritorno all’ora legale cade esattamente la notte fra sabato 24 e domenica 25 quando alle 02,00 si devono portare gli orologi -quelli che non si aggiornano da soli- sulle ore 03,00. Nel weekend si dorme un’ora in meno ma per i prossimi sette mesi si gode un’ora in più di luce naturale perché farà buio un’ora più tardi. Domenica 28 ottobre si ritornerà all’ora solare.

Nei paesi dell’Unione europea, in Svizzera e in Norvegia l’ora legale ha infatti inizio l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre. L’ora legale è entrata per la prima volta in vigore in Gran Bretagna nel 1916 per esigenze dettate dalla Prima Guerra Mondiale, ma presto molti Paesi hanno fatto la stessa scelta con l’obiettivo di risparmiare energia elettrica. Il primo a pensare a questa modalità di risparmio è stato nel 1784 Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine, che pubblicò l’idea sul quotidiano francese Journal de Paris.

Lo scopo dell’ora legale è proprio quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. Per effetto di un’ora in più di luce naturale, Terna stima infatti un minor consumo di energia elettrica pari a circa 562 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200 mila famiglie. La società che gestisce la rete elettrica nazionale rileva che considerando che un kilowattora costa in media al cliente domestico tipo circa 20,62 centesimi di euro al lordo delle imposte, la stima del risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a 116 milioni di euro.

Dal 2004 al 2017, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 435 milioni di euro. Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato da Terna è ottobre, con circa 158 milioni di kilowattora (pari a circa il 30% del totale). Spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.

Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, l’effetto ritardo nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Terna inoltre ricorda che la maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta all’utilizzo dei condizionatori d’aria, ed è quindi indipendente dall’ora legale, poiché legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale.