Il campionato di calcio greco si ferma dopo che il presidente del Paok, Ivan Savvidis, è entrato in campo armato di pistola. La decisione è stata presa dopo un incontro durato tre ore tra il ministro dello Sport, George Vassiliadis, e il governo guidato da Alexis Tsipras. La sospensione delle partite è a tempo indeterminato.

Dopo l’annullamento per fuorigioco di un gol della sua squadra nella partita con l’Aek di Atene, Savvidis è piombato in campo accompagnato dal bodyguard e si è avvicinato all’arbitro Georgios Kaminos, contestandolo e mostrando minacciosamente più volte la mano alla fondina dove custodiva una pistola. “La tua carriera è finita”, ha ripetuto più volte il numero del club.

“Le partite non si svolgeranno fino a quando il quadro della situazione non sarà totalmente nuovo e condiviso da tutti”, ha annunciato il ministro dello Sport. Della decisione è stata informata l’Uefa, che è “in contatto con Atene”, ha spiegato Vassiliadis. Il ministro dell’Interno Panos Skourletis ha dichiarato: “Non c’è bisogno di parole, ma di provvedimenti severi. Quello che abbiamo visto colpisce gravemente l’immagine dello sport greco. È inaccettabile che uno scenda in campo con la pistola”

Nei confronti di Savvidis, uomo d’affari di origini georgiane tra i più ricchi di Grecia e considerato assai vicino a Vladimir Putin, è stato spiccato un mandato d’arresto. Come spiegano fonti di polizia, se resterà “irreperibile fino alla mezzanotte di domani, sarà perseguito secondo la normale legislazione”.