“Assoluta rilevanza strategica” per contrastare i tentativi della criminalità economica e organizzata di riciclare capitali sporchi. Un altro giro di vite nei controlli alle frontiere, ancora più fitti e stringenti. È quanto ha chiesto il comando generale della Guardia di finanza con una circolare – che Il Fatto è in grado di svelare – inviata a tutte le sedi regionali lo scorso 23 febbraio spingendo anche verso l’incentivazione del dialogo con le procure.

L’oggetto è chiarissimo: “Intensificazione attività investigativa sui flussi di capitali non dichiarati alla frontiera”. Nelle tre pagine i vertici della Finanza ricordano che i controlli per scovare contanti occultati “dovranno sempre più costituire (…) un efficace deterrente per arginare i tentativi” dei clan di sfruttare le opportunità “offerte dai principi europei di libera circolazione” per incrementare i guadagni illeciti.

E per questo vengono fornite nuove disposizioni per la “valorizzazione in chiave investigativa degli elementi acquisiti” durante i controlli per contrastare i “possibili casi di riciclaggio, finanziamento al terrorismo o traffici illeciti” da e verso l’estero attraverso aree portuali, aeroportuali e confine. Linee guida finalizzate a incrementare i risultati de 2017 che hanno portato a riscontrare 6.225 violazioni (+30% sul 2016) che hanno portato alla scoperta di quasi 173 milioni di euro (+112%).

Ecco quindi la richiesta ai comandi affinché forniscano “ulteriori e dettagli indirizzi operativi” ai finanzieri impegnati nei controlli per approfondire “tipologia e organizzazione del viaggio” concentrando l’attenzione su provenienza e destinazione, durata, prenotazione alberghi, tipologia bagagli e “dichiarazioni rese, se possibile separatamente, dai vari compagni di viaggio” quando vengono scovati importi di denaro superiori alle soglie imposte dalla legge.

Di più: se ci sono particolari “sistemi di occultamento del contante” o “composizioni e taglio della valuta”, il Comando generale chiede di svolgere immediatamente approfondimenti su “capacità reddituale”, precedenti e occupazione della persona controllata così da dare subito “sviluppo tipicamente investigativo” e “poter procedere al sequestro preventivo“.