“Brutale aggressione fascista a Pioltello”. È quanto denuncia la senatrice di LeU, Lucrezia Ricchiuti, spiegando che un attivista è stato aggredito da un militante di CasaPound. “Mentre stavamo facendo uno dei tanti nostri partecipati volantinaggi”, ricostruisce la candidata di Liberi e Uguali, “siamo stati avvicinati da un militante di Casapound che ha cominciato a sostenere che ricostituire il partito fascista non è reato ripetendolo all’infinito”. Secondo il racconto di Ricchiuti, che il movimento di estrema destra contesta e ribalta, il militante “ha cominciato a riprendere con il telefonino un nostro militante per poi colpirlo con un pugno nello sterno”. La senatrice parla di “clima intollerabile”: “Il fascismo deve essere fermato ora. Non ci intimidiranno ma una democrazia sana deve espellere questi batteri tossici“.

Assai diversa la ricostruzione di CasaPound. Il vicepresidente della formazione di estrema destra e candidato alla Camera a Milano, Marco Clemente, dice di aver “denunciato un militante di LeU per tentata rapina e per calunnia, dopo che prima ha cercato di strappare il cellulare dalle mani di un nostro giovane dirigente e poi lo ha denunciato ai carabinieri dicendo di essere stato malmenato”. Clemente se la prende anche con Ricchiuti: “Se, come sembra allo stato attuale, dovesse emergere che la versione di questo prode è stata confermata davanti ai carabinieri anche dalla senatrice Lucrezia Ricchiuti, denunceremo per calunnia anche lei. Non c’è ruolo istituzionale che possa far passare impunito l’uso sistematico della menzogna per fomentare l’odio e criminalizzare l’avversario”.

Sull’episodio sono intervenuti anche Liberi e Uguali Lombardia, Pietro Grasso e Pippo Civati. Per il coordinamento regionale del partito si tratta di “violenza inaccettabile” che “non deve mettere a rischio la libertà di manifestare le proprie opinioni”. Il candidato premier di LeU – esprimendo solidarietà per la “vigliacca aggressione” – chiede di non lasciare “che la violenza prenda il sopravvento in questa campagna elettorale già segnata da un brutto clima di tensione“, mentre per Civati c’è “un’accelerazione di violenza inquietante”: “L’escalation è iniziata da tempo – dice il leader di Possibile – le violenze sono state prima verbali, poi ci sono state intimidazioni simboliche come l’irruzione a Como nella sede del centro pro-accoglienza e la ‘guerra’ dichiarata al quotidiano La Repubblica. Succede così quando si propaga l’estrema destra: gli obiettivi sono gli attivisti per i diritti e la stampa. E ora finisce direttamente con le aggressioni degli avversari politici“.

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