Fino a prova contraria il business dei rifiuti avvelenati non si è mai interrotto. E, fino a prova contraria, mai si è interrotto il flusso dei capitali pubblici per finanziare la bonifica delle aree avvelenate. Fino a prova contraria la politica si è impegnata a rendere sicura e pulita la vita di chi vi abita. Fino a prova contraria si sono sperperati centinaia di milioni di euro per bonifiche inventate, ultima quella di Bagnoli. Fino a prova contraria le inchieste sono ancora tutte aperte, nessun processo si è concluso, nessun colpevole. E, fino a prova contraria, i partiti ricordano la Costituzione che dice: fino a sentenza definitiva si è innocenti. Quindi, fino a prova contraria, un inquisito gode di tutti i diritti, anche quello di candidarsi e noi, che fino a prova contraria dobbiamo essere convintamente garantisti, di farlo eleggere. Perciò, fino a prova contraria, i video che tra qualche ora mostreranno la vergogna di rappresentanti delle istituzioni che chiedono mazzette e imprenditori criminali che si offrono di pagarle pur di aggiudicarsi il tesoro dello smaltimento dei rifiuti, naturalmente avvelenando le terre già abbondantemente avvelenate, altro non sono che una prova di giornalismo giustizialista.

Secondo me questa prova contraria, che è come l’Araba fenice (“che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”), è la più monumentale ipocrisia nella quale abbiamo cacciato la nostra dignità e la nostra civiltà, e dalla quale non usciremo più. 

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