La grazia di Carolina Kostner, la grinta di Sofia Goggia e Michela Moioli, l’esperienza della nostra portabandiera Arianna Fontana. Le speranze azzurre alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang hanno volti femminili e sono pronte a prendersi la scena dal 9 al 25 febbraio in Corea del Sud. Gli uomini sono avvisati: per stare al passo delle compagne dovranno fare miracoli. D’altronde gli obiettivi sono ambiziosi: tornare a conquistare almeno 10 medaglie e a far suonare almeno una volta l’inno di Mameli che quattro anni fa a Sochi non ha ascoltato nessuno. Per questo l’Italia si presenta a Pyeongchang con il contingente più numeroso dai tempi di Torino 2006: 121 atleti che ci rappresenteranno in tutte le discipline, escluso solamente l’hockey.

Quello delle dieci medaglie è l’obiettivo un po’ ambizioso e spavaldo fissato in autunno dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Infatti, nei classici pronostici di Gracenote Sports, l’Italia è relegata al quindicesimo posto nel medagliere con appena un oro, 2 argenti e 2 bronzi. Ma in questi mesi di preparazione ai Giochi, gli atleti azzurri ce l’hanno messo tutta per provare a rendere realistica quella che sembrava una vana pretesa. Se n’è accorto chi di Olimpiadi se ne intende più di tutti, Sport Illustrated, che nelle sue previsioni vede invece l’Italia salire sul podio per ben 12 volte, con quattro ori.

Chi non manca in nessuno dei pronostici è Sofia Goggia. La regina azzurra della disciplina principe dei Giochi invernali, lo sci alpino, ha dimostrato di essere la più veloce al mondo dopo Lindsey Vonn. Ha tre specialità (discesa, SuperG e combinata) per centrare il podio e un parterre di rivali agguerrite da tenere a bada. Fortunatamente per l’Italia tra queste ci sono molte azzurre: da Federica Brignone a Nadia Fanchini passando per Johanna Schnarf. Anche tra gli uomini sono le discipline veloci a poterci regalare le maggiori soddisfazioni con Dominik Paris e Peter Fill. Tra i pali stretti le speranze sono invece solo per la 21enne Marta Bassino.

Oltre a Goggia c’è un altro nome, molto meno conosciuto, che compare in tutte le ipotesi degli esperti come probabile oro. È quello di Michela Moioli, dominatrice nello snowboard cross. Quattro atlete alla partenza, una tavola sotto i piedi e la prima che arriva al traguardo vince: è la specialità in cui Michela si è imposta per ben 4 volte in stagione, diventano leader della Coppa del Mondo. A Sochi 2014 si infortunò nel corso della finalissima, ora è pronta a puntare all’oro. Proverà a imitarla Omar Visintin, ma lo snowboard potrebbe regalare positive sorprese pure nel gigante parallelo.

Proverà a salire sul podio anche Carolina Kostner, diventando la seconda atleta a riuscire a conquistare una medaglia olimpica nel pattinaggio artistico dopo i 30 anni. L’altoatesina appartiene al gruppo di pattinatrici che possono ambire al bronzo e ripeterebbe così l’impresa di quattro anni fa, quando fu appunto terza a Sochi. Più solide le opportunità della star dello short track Arianna Fontana, portabandiera azzurra con 5 medaglie olimpiche già al collo, ma le gare su pista corta sono sempre imprevedibili. Accanto a lei correrà la 25enne Martina Valcepina, pronta a rubarle la scena.

E se finora si è parlato soprattutto di speranze al femminile, c’è pure un azzurro che compare come superfavorito nei pronostici. È Federico Pellegrino, re degli sprint nello sci di fondo. In una disciplina in cui una volta l’Italia primeggiava, rimane l’unico vero alfiere, ma ha tutte le carte in regola per diventare il simbolo di queste Olimpiadi agli occhi degli italiani. Punta all’oro in due specialità: lo sprint e poi la staffetta, in coppia con Dietmar Noeckler. Rimanendo tra le discipline nordiche, l’altra vera speranza è Dorothea Wierer, autentica sorpresa di questa stagione di Coppa del Mondo nel biathlon femminile. Qualche possibilità sempre nel biathlon anche per Lukas Hofer, mentre si riducono quelle di Alessandro Pittin, unico atleta italiano a vincere una medaglia nella combinata nordica (fu 8 anni fa a Vancouver).

Come il fondo, un’altra ex terra di conquista italiana era lo slittino. Merito di Armin Zöggeler, oggi tecnico della squadra azzurra che ha però come unica punta di diamante Dominik Fischnaller. Più attrezzata sembra essere la delegazione del pattinaggio velocità. C’è grande attesa per i 5000 metri di Nicola Tumolero e Andrea Giovannini, come per i 10.000 di Davide Ghiotto. E poi per un’altra donna, la romana Francesca Lollobrigida. Dall’ovale ghiacciato potrebbe arrivare un contributo decisivo al medagliere azzurro.

E infine ci sono tutti gli altri atleti italiani, tra cui si nascondono outsider e qualche promessa. C’è Manuela Malsiner, la più giovane con i suoi 20 anni appena compiuti, che si lancerà dal trampolino nel salto con sci. C’è la squadra maschile di curling, per la prima volta qualificata alle Olimpiadi (a Torino era presente di diritto): non punta a una medaglia, ma sarà comunque uno spettacolo inedito che a qualcuno farà venir voglia di prendere il proprio ferro da stiro e provare a farlo scivolare per il corridoio.