È accusato di corruzione e turbativa d’asta in un’inchiesta su una gara dì’appalto da 5,8 milioni di euro. Nelle liste del Partito democratico per le elezioni politiche c’è un altro candidato indagato. Si chiama Filippo Caracciolo, i dem lo presentano alla Camera nel collegio uninominale ed era assessore regionale all’Ambiente. Ricevuta la notizia dell’inchiesta a suo carico, infatti, Caracciolo si è dimesso dalla giunta guidata da Michele Emiliano.  “Tale decisione – dice – è motivata esclusivamente dall’intento di tutelare l’amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini”.

L’indagine, nell’ambito della quale la guardia di finanza ha compiuto perquisizioni nell’ufficio e nell’abitazione di Caracciolo, è legata alla costruzione di una scuola media a Corato, in provincia di Bari. Si tratta di un filone dell’inchiesta sull’Arca Puglia che il 5 dicembre scorso ha portato, tra l’altro, all’arresto dell’imprenditore Massimo Manchisi, titolare dell’impresa che sarebbe stata favorita dall’intervento di Caracciolo. Secondo l’ipotesi d’accusa Caracciolo avrebbe indotto il presidente della commissione aggiudicatrice della gara, Donato Lamacchia, a favorire l’impresa di Manchisi, ottenendo da quest’ultimo la promessa di appoggio per le prossime elezioni.

Sul tavolo dei pm Savina Toscani e Lino Giorgio Bruno sono finite anche le proce di diversi incontri tra l’ex direttore di Arca Puglia, Sabino Lupelli, l’imprenditore Manchisi, e – in almeno cinque occasioni – l’assessore regionale Caracciolo. Il 23 marzo del 2017, come racconta l’edizione locale di Repubblica, Lupelli e Manchisi parlano di un incontro per il giorno successivo. “Domani sarai entusiasta dell’ incontro – dice Lupelli – tu non… buonissima, non buona… per esempio lui è uno che è referente di Emiliano sulla Bat . “Domani ti garantisco che ti farò conoscere bene una persona, possiamo parlare tranquillamente e là… una fetta”. Il giorno dopo al ristorante si materializza Caracciolo. Nelle intercettazioni Lupelli cita anche Emiliano: “Il presidente della Regione mi ha chiesto la cortesia”, dice riferendosi al cambio di destinazione di un complesso edilizio.

Emiliano, invece, esprime la sua “personale fiducia sul fatto” che il suo ex assessore “chiarirà completamente ogni dubbio sollevato dall’Autorità giudiziaria sulla sua condotta”. “La cultura istituzionale e politica della quale Filippo Caracciolo è portatore lo ha indotto a tutelare le istituzioni che rappresenta prima di ogni altra cosa- dice il governatore – E non posso- che apprezzare questo gesto che contribuisce a consentire una, mi auguro, rapida conclusione delle indagini senza turbare la regolare attività della giunta regionale”.