#ilcontastorie

Chiedo venia a tutte le lettrici e detrattrici (un po’ meno ai lettori e detrattori) per questa mia lunga e ingiustificata assenza, ma sono sempre impegnato ad atteggiarmi a disabile grave: questo mi obbliga ogni tanto a rallentare, del resto devo giustificare di ricevere ogni mese la cospicua pensione di invalidità, o no?

Tutto questo preambolo solo per augurarvi buon anno e che sia un anno all’insegna della leggerezza, perché senza di essa poi la vita diventa un vero e proprio mattone: a tal fine inauguro il 2018 con una storia breve, così da non tediarvi, e leggera, così da non appesantirvi.

Era una tiepida giornata autunnale e da bravo 17enne, quale peraltro non ero, mi trovavo da solo a casa a non fare i compiti, ma bensì a guardare la televisione. Ricordo che ai tempi potevo muovere un po’ a fatica le braccia e questo mi impediva di raccogliere gli oggetti da terra, ma non mi era precluso muovermi con nonchalance lungo il perimetro del telecomando (ho sempre avuto le priorità ben chiare).

Quel pomeriggio facevo serenamente zapping allorché mi cadde pericolosamente il telecomando sul programma di cultura generale “Uomini e donne” di Maria de Filippi. Capii subito la drammatica situazione nella quale ero incappato e feci di tutto per sfuggire al mio atroce destino, ma da guerriero sfinito dovetti cedere alla condanna senza appello: assistere all’intera puntata!

Tuttavia si rivelò illuminante, poiché capii che in natura si trovano disabilità ben peggiori della mia…