Due giorni fa la cancelleria Angela Merkel aveva avvertito da Davos: “Non si va avanti con il protezionismo” riferendosi a Donald Trump: “Non ha imparato la lezione della storia. Oggi è il turno del presidente Usa e nel discorso al World Economic Forum ribadisce la politica perseguita fino a oggi: quella dei dazi. Anche se il numero della Casa Bianca rivolge un appello: “Venite in America. Io credo nell’America e la metterò sempre al primo posto. Ma non significa America sola”.

E poi: “Ripristineremo l’integrità del sistema commerciale. Solo insistendo su un commercio giusto e reciproco possiamo creare un sistema che funziona non solo per gli Usa ma per tutti i Paesi. Gli Stati Uniti non tollereranno più pratiche scorrette nel commercio internazionale. Abbiamo assistito alla resurrezione di un’America forte e prospera: non c’è stato momento migliore per investire, costruire e crescere negli Stati Uniti. Siamo di nuovo competitivi”. Il presidente ha poi rivendicato le sue riforme, il taglio “massiccio delle tasse, l’eliminazione di inutili regolamentazione e burocrazia”, e la creazione del “momento migliore per fare affari in America”. Ma solo metà sala applaude: l’interesse è comunque altissimo e in molti non sono riusciti ad entrare.

“Invitiamo gli altri leader a proteggere gli interessi dei loro cittadini come lo facciamo noi Abbiamo realizzato un sogno che un sacco di persone avevano da anni” ha proseguito Trump aggiungendo che i redditi medi delle famiglie aumenteranno di 4mila dollari. “Stanno tutti impegnando miliardi di dollari” e “voglio ringraziare tutti.  Se avessero vinto i miei oppositori invece di un rialzo del 50% avremmo avuto un ribasso vicino al 50%, posso dirlo essendo un businessman” sostenendo che i Democratici avrebbero “imposto nuove norme in modo massiccio”. Poi Trump ha affrontato il tema dell’immigrazione; quello degli Usa “è fermo al passato” e  “d’ora in poi chi entra verrà selezionato in base alla sua capacità di contribuire al benessere economico degli Usa” ha detto. Solo poche ore fa il presidente ha offerto la cittadinanza a 1,8 milioni di clandestini in cambio di fondi per il muro con il Messico.  iInfine non poteva mancare il quotidiano attacco alla stampa: “Finché non sono entrato in politica non ho realizzato quanto i media possono dare fake news”: affermazione accolta tra mugugni di disapprovazione e un coro di ‘buuuh’ di protesta.