Boris Becker è in bancarotta. La sua ospitata a Che tempo che fa su Rai 1 di domenica scorsa, in cui è stato convinto da Fabio Fazio a improvvisarsi un improbabile ingegner Filini nella replica della scena cult di Fantozzi, era più una richiesta d’aiuto che un simpatico sketch. Il campione di tennis, 50 anni, è senza soldi e ora anche senza trofei: ha lanciato un appello per ritrovare alcuni dei suoi più prestigiosi premi. Non trova più cinque delle sei coppe del Grand Slam (due Australian Open e tre Wimbledon) conquistate in carriera, oltre a una medaglia d’oro delle Olimpiadi di Barcellona del 1992. In totale 14 dei suoi trofei vinti in 15 anni di carriera, in cui ha conquistato un Wimbledon a 17 anni nel 1984, altri 5 Slam, 64 titoli Atp, due Coppa Davis e anche il primo gradino del podio in doppio ai Giochi estivi di 16 anni fa.

I problemi economici del tedesco sono noti dalla scorsa estate. Becker è stato dichiarato fallito da un giudice britannico dopo una controversia con una società di private equity che gli ha prestato diversi milioni di dollari. E per questo l’ex numero uno del mondo ha pensato di mettere sul mercato le sue coppe, cimeli preziosi per collezionisti o musei, e pagare così, almeno in parte, i debiti accumulati. “Il signor Becker non sa dove si trovino attualmente i trofei – ha dichiarato un suo portavoce – Nel frattempo stiamo studiando un piano di rientro nell’arco di tre anni, valutando anche la vendita di proprietà nel Regno Unito e in altri Paesi del mondo”.

La settimana scorsa, Becker e i curatori fallimentari hanno rilasciato una dichiarazione in cui si dice che l’All England Tennis Club, la Federazione Tennis tedesca, l’Associazione Tennis Usa, quella Australia e l’International Tennis Hall of Fame “non sembrano” avere i trofei mancanti. “Il signor Becker e i curatori fallimentari pubblicano quindi un appello congiunto al pubblico per qualsiasi informazione che possa aiutare a individuare i trofei mancanti del Sig. Becker”, ha aggiunto la nota.