L’uomo che i mercati vorrebbero alla guida di un governo di larghe intese è contrario alle larghe intese. “Un governo in coalizione con il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi? Per rispondere direttamente alla sua questione, no. Non sarei interessato”, ha detto il premier Paolo Gentiloni, intervistato dalla Cnbc al World Economic Forum di Davos. Dopo Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, anche quello che è indicato come l’uomo perfetto per guidare un governo sostenuto dal Pd e Forza Italia, dunque, si dice contrario a una nuova Grosse Koalition. Almeno a parole.

“Sono in buona salute – ha detto il premier – ma il mio impegno, 13 mesi fa, era portare il paese alla fine della legislatura, portare avanti le riforme e affrontare alcune crisi serie come quella migratoria e delle banche. Questo era il mio impegno e termina con le elezioni. Dopo, vedremo”. Eppure, come ha scritto ilfattoquotidiano.it, infatti, secondo un rapporto degli analisti di Credit Suisse sul voto italiano, l’ipotesi più probabile per il post 4 marzo è un parlamento “appeso, e la “formazione di una grande coalizione trasversale” con il Pd, Forza Italia e gli altri partiti di centro guidata proprio da Gentiloni. Opzione che, per l’istituto elvetico sarebbe “sufficientemente rassicurante per i mercati”. A proposito di un parlamento senza maggioranza, però, Gentiloni si è espresso in maniera negativa. “Speriamo che non sia questo il caso e che il centrosinistra che rappresento abbia la maggioranza. In ogni caso penso che saremo il pilastro di una possibile coalizione: abbiamo una certa expertise in materia di flessibilità nel mio paese”, ha detto il premier rivendicando per il suo partito il ruolo di interlocutore più affidabile per l’Unione Europea.

“È un errore sottovalutare le ragioni che sostengono i populisti e gli anti europei. Ma non trionferanno Dobbiamo essere molto attenti con queste elezioni a non interrompere il processo di riforme che abbiamo realizzato negli ultimi cinque anni con lo sforzo dei lavoratori e delle imprese italiane. Sarebbe molto grave”. Chi sono per il presidente del consiglio italiano i populisti? Sicuramente il Movimento 5 stelle, come ha detto nei giorni scorsi. Ma anche la Lega e Fratelli d’Italia. Berlusconi, invece no. “Non chiamerei Berlusconi un populista, ma prendo atto del fatto che nella sua coalizione populisti e anti europeisti non solo sono presenti ma sono predominanti“.