Una premessa, credo necessaria, per evitare equivoci che queste righe susciteranno. Non faccio parte del Movimento cinque stelle e non voterò Movimento cinque stelle alle prossime elezioni. Ma come osservatore della varie vicende dell’informazione non posso fare a meno di notare come la polemica contro i cinque stelle stia superando i confini dell’accanimento e del pregiudizio per raggiungere il vasto territorio del ridicolo.

Mi piacerebbe aprire su questo blog un concorso che si può intitolare “Piove, cinque stelle ladri!”, dove vengono segnalate e premiate le più grandi panzane sparate in quella direzione. In questi ultimi giorni, per esempio, il premio andrebbe nientepopodimenoche al Presidente dell’Accademia della Crusca. Domenica scorsa in un’intervista a La Stampa l’illustre professore elenca una serie di ovvi problemi linguistici che minano la credibilità dell’attuale comunicazione politico-elettorale e corrompono la lingua italiana: messaggi ridotti a slogan, eccessi di sintesi, strafalcioni sui congiuntivi esibiti populisticamente. E chi è il campione di questi vizi? Naturalmente Luigi Di Maio. Capite? In un paese che ha avuto Maria Stella Gelmini ministro dell’Istruzione e un certo Razzi come parlamentare decisivo per la tenuta della maggioranza, se si parla male l’italiano è colpa di Di Maio.

Ma – bisogna riconoscere – il professore approfondisce il problema degli eccessi di semplificazione e di sintesi, citando Eco e la sua fenomenologia di Mike Bongiorno e Ungaretti come un caso esemplare in cui “la brevità geniale può portarti al Nobel perché ha dietro un mondo di idee”. Ora, che la brevità di Ungaretti avesse dietro un mondo di idee è certo un’interpretazione condivisa, peccato che non sia stata sufficiente per vincere un Nobel. Forse il professore si confonde con Montale o con Quasimodo. Ma alla Crusca un elenco degli italiani vincitori del Nobel per la letteratura ce l’hanno? Se no, potremmo regalaglielo come premio al vincitore dell’anteprima del nostro concorso “Piove, cinque stelle ladri”, a cui vi invito a partecipare.