Per candidarsi alla selezione pubblica di un nuovo dirigente in Regione Toscana ufficialmente c’è tempo fino al 17 gennaio. Ma chi è il vincitore si sa già. E a dire il nome non è una fonte confidenziale, ma la stessa Regione, in un comunicato: il direttore dell’ospedale fiorentino di Careggi Monica Calamai è “destinata, a breve, a ricoprire il ruolo di direttore della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale“. L’incarico era stato messo “a gara” il 29 dicembre. A raccontare la storia è stato il Tirreno. E secondo il presidente Enrico Rossi è tutto in regola, spiegando che non ci sarebbe stato neanche il bisogno d’indire un bando visto che “la nomina dei direttori nella sanità compete esclusivamente al presidente della Regione”. Tanto che la Calamai ha ammesso di non aver presentato nemmeno domanda.

Tutto è iniziato con la nota con cui la Regione ha ufficializzato la nomina di Rocco Donato Damone (attualmente responsabile programmazione dell’Area vasta Toscana Centro) a nuovo direttore generale del Careggi, ospedale che Calamai guida dal 2013. Un avvicendamento necessario: è la Regione a scrivere che la manager è “destinata, a breve” a ricoprire il ruolo di direttore dei Diritti di cittadinanza e coesione sociale rimasto vacante. Nulla di strano, se non fosse per la tempistica prevista nell’avviso pubblicato il 29 dicembre: “Scadenza per la presentazione delle candidature: 17 gennaio 2018“.

Rossi sottolinea che “l’avviso di selezione non è un bando di concorso” e che per scegliere il dirigente non ci sarebbe stato neanche l’obbligo di pubblicarlo. Perchè allora lanciare ugualmente una selezione? “Abbiamo scelto questa procedura per ampliare le possibilità di confronto“. Eventuali candidature – sostiene il governatore – potrebbero infatti essere sfruttabili “per altri incarichi“. Rossi aggiunge: “Non ho mai nascosto che per questo ruolo la Regione consideri Calamai la persona al momento più indicata”. La selezione resta comunque aperta: “Nessuna nomina è stata perfezionata. A oggi non esistono atti amministrativi che conferiscono incarichi a Calamai”. Se insomma si presentasse “il Veronesi della situazione” il governatore potrebbe anche “cambiare decisione” e magari “nominare Calamai per un altro incarico“. La decisione di Rossi sarebbe in linea con quella dell’assessore alla Sanità Stefania Saccardi (renziana): “E’ intenzione mia – dichiara il governatore al Corriere Fiorentino – e non da oggi anche dell’assessore, che la dottoressa Calamai possa andare a dare un contributo alla direzione dell’assessorato”.

Calamai al Tirreno conferma di non aver neanche presentato domanda per la selezione: “Sono stata contattata dal presidente Rossi che mi ha chiesto la disponibilità. Io gliela ho confermata”. La manager originaria di Follonica ha diretto il Careggi a partire dal 2013 dopo esser stata per quattro anni ai vertici dell’Asl di Livorno (2009-2013) e per altri quattro a quelli dell’Asl di Arezzo (2005 – 2009). In passato sposata con l’ex sindaco Pd di Grosseto Emilio Bonifazi, è stata definita da alcuni la “lady di ferro” della sanità toscana per il suo piglio decisionista. In passato la dirigente aveva inoltre rivelato d’aver ricevuto lettere e telefonate anonime di minacce. Davanti al suo ufficio aveva anche trovato un bossolo di proiettile.

A parlare di “vicenda fuori dal normale” è Manuel Vescovi, capogruppo in Regione della Lega: “Non mettiamo in dubbio il qualificato curriculum di Calamai, ma obiettiamo le anomale tempistiche relative alla citata nomina”. Alla questione sarà dedicata un’interrogazione a Rossi e Saccardi. All’attacco anche il M5s con la consigliera regionale Irene Galletti che definisce la risposta di Rossi “memorabile“. “In Regione siamo troppo avanti – ironizza – Così avanti che scegliamo i vincitori prima di finire le selezioni”. “La selezione si sta rivelando una farsa” attacca il collega, sempre dei Cinquestelle, Andrea Quartini. “In un paese normale il presidente della Regione si sarebbe scusato con la cittadinanza per questo ennesimo scandalo dell’arroganza e avrebbe fatto un passo indietro”.

Ma Rossi ribadisce per l’ennesima volta la propria posizione: “È mia prerogativa e responsabilità esclusiva, ai sensi della legge, procedere alla nomina del direttore generale e dei direttori delle direzioni regionali“. “Senza ipocrisia e in trasparenza – prosegue – ho reso pubblica, con un comunicato condiviso con il rettore dell’Università di Firenze e con l’assessora regionale, la mia intenzione di nominare la dottoressa Monica Calamai che, per la sua competenza, esperienza e conoscenza del sistema sanitario toscano, allo stato, ritengo la più adeguata a ricoprire il ruolo di direttore regionale della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale”. Ma questo, ribadisce il governatore, non impedisce di “promulgare un avviso, non certo un concorso, che non è previsto, per verificare se ci fossero candidature migliori. Questo comportamento è cristallino; non ho negato quello che penso, e con prudenza e scrupolo ho voluto allargare lo sguardo ad altre eventuali possibilità. Tutto alla luce del sole, che evidentemente acceca alcuni. Ho seguito questo metodo in altre analoghe situazioni con risultati che giudico positivamente anche in base alle annuali valutazioni effettuate con criteri oggettivi. Mi riservo quindi di procedere alla nomina appena sarà chiuso l’avviso”.

Aggiornato da Redazione web alle 17 dell’8 gennaio 2018